Cracco non esiste, il nome è stato scelto perché è di moda: uno dei motivi per NON leggere "Senza"

Massimo Cracco esordisce con un libro che non è un giallo e non è d'avventura, e parla di nazismo

Cracco non esiste, il nome è stato scelto perché è di moda: uno dei motivi per NON leggere 'Senza'
di Giuditta legge

Dieci Buoni Motivi di Massimo Cracco per NON leggere “Senza

1. Senza? Senza che? Dai! già il titolo è orrendo, lo so come va a finire, la solita storia dove tizio è Senza soldi, oppure è Senza amore o Senza lavoro, o Senza governante, Senza patente.

2. No? Un ‘rito di passaggio’? ecco mancava quello che si atteggia a guru, se ho voglia di un rito di passaggio mi leggo Castaneda, Jodorowsky, Borges! di Cracco prendo un libro di ricette, semmai.

3. ‘Senza gambe’, dici? Ma che razza di storia è la storia di un perdente con la fissa per una che si è fatta recidere il midollo spinale? Se l’eroe non trionfa il libro non vale i soldi spesi, abbiamo bisogno di uomini con le palle non di ‘smidollati’ sennò come facciamo a sentirci bene quando arriva sera? C’è bisogno di rispecchiarsi nei più forti!

4. Come si fa ad ambientare questa cosa da depressi border line, in una città come Verona, la capitale dell’amore e delle tradizioni, di Giulietta e Romeo, del pandoro e dell’Amarone? Sbagliata la storia e pure la geografia.

5. Le tradizioni appunto, no, io le tradizioni le voglio difese e se questo libro vuole farle a pezzi è un problema del Cracco, io sto bene così, ho la mia vita, che mi frega del resto?

6. Niente sesso e nemmeno amore, cioè la depressione più totale, uno sfigato che non sta bene con il mondo che non scopa, a parte qualche sveltina giovanile, che non si innamora, che addirittura non vuole lavorare, anzi non vuole fare niente di niente, giusto giocare a scacchi e produrre metamfetamina.

7. E poi basta con il Vaticano, ne hanno scritto in tutte le salse, è troppo facile tirarlo in ballo quando si cerca un bersaglio facile, è un trucco, il solito trucco di un autore Senza idee.

8. Insomma, non è un giallo, non è d’avventura, Cracco non ci porta in giro per il mondo e pure riesuma un vecchio caso di cronaca per metterci dentro a tutti i costi il nazismo? Ancora con il nazismo?  Ecco, cavalcata l’onda emotiva dell’oggi! Preso all’amo il superficiale di turno!

9. E la copertina? Un insulto all’ottimismo, un insopportabile pugno in faccia. Ebbè ma ci sta, da un editore che pubblica sta roba che copertina ti vuoi aspettare?

10. E il motivo numero 1 (che qui è 10): so da fonte certissima che Cracco non esiste, il nome è stato scelto perché è di moda! il libro è scritto a otto mani, quattro ghost writer affamati, l’editore cerca un nuovo caso Ferrante, con la differenza che lei (lui) scrive cose gustose, storie vere, saghe, emozioni, cuore. E’ così che si vende!