"Non farcela come stile di vita": dalle popolari blogger di @Mammadimerda una guida per vivere inadeguate e felici

Nell’anno del Covid si scoprono “bad influencer”, o “influencer dei poveri” come si definiscono, e iniziano a fare attivismo dal basso, facendosi promotrici e cofondatrici di movimenti per il diritto all’istruzione, i diritti delle donne e per la parità di genere.

“Lavora come se non avessi una famiglia e prenditi cura della famiglia come se non avessi un lavoro”: è il paradosso moderno. Quindi non perdiamo tempo, e troviamo la via meno difficile, sediamoci e guardiamo passare quelle che ce la fanno, che la strada è larga e c’è spazio per tutte. Noi abbassiamo le aspettative e abbracciamo la nostra inadeguatezza. E se il modo di farcela fosse proprio non farcela?

Noi diversamente performanti esistiamo davvero, non solo nei giudizi delle nostre madri e nella nostra psiche. Noi, che
non ci collochiamo né qui né lì, o meglio, a volte qui, a volte lì, tiriamo avanti per la nostra strada con una sola costante:
ci sentiamo sempre come se stessimo perdendo qualcosa, in colpa, in difetto.
“Le donne hanno risorse infinite”, “come lo fa la mamma non lo fa nessuno”, “i figli sono delle madri”, “le donne sono multitasking”.

Nell’anno del Covid si scoprono “bad influencer”, o “influencer dei poveri” come si definiscono, e iniziano a fare attivismo
dal basso, facendosi promotrici e cofondatrici di movimenti per il diritto all’istruzione, i diritti delle donne e per la parità di genere.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi? Belle eh, ma non ci vivremmo. Pettineranno forse il nostro ego, ma ormai
abbiamo capito la tattica e respingiamo al mittente i complimenti: preferiamo essere disorganizzate, approssimative e
procrastinatrici. Sì, abbiamo bisogno di un metodo, che poi ovviamente non seguiremo. Avremmo bisogno di una guida, ma – siamo serie – chi avrebbe la perseveranza di darle retta? L’unica coerenza che ci riserviamo è quella verso un mo-
dello che abbiamo scelto noi, verso noi stesse. E a volte neanche quella.

Francesca Fiore, nata nel 1983 in Basilicata, vive a Torino da terrona in incognito. Lavora per molti anni nel settore turistico, cosa che la porta a non essere mai dove realmente si trovi. Nella campagna piemontese dà alla luce le due erinni di 11 e 8 anni. Nel 2016 apre il blog “Mammadimerda” per sublimare la depressione post partum con l’ironia.
Sarah Malnerich, 39 anni per sempre, romana, ma di chiare origini barbariche, cresce tra rigorosi studi umanistici e spiaggiate a Ostia Lido. A vent’anni approda nelle ridenti valli del Canavese, dove se non parli il piemontese non esisti.
Infatti, non esiste. A Torino nasce sua figlia e con lei la voglia di fare cose inaudite, tipo scrivere un blog sulle (im)possibilità di essere mamma.