Arancione come Mercedes, Bianco come Freedom e Nero come Kentuki

Tre colori, tre letture per Una Banda di Cefali

Arancione come Mercedes, Bianco come Freedom e Nero come Kentuki
di Giuditta legge

Ho scelto due colori abbinati a due fumetti perché Giuditta, che ringrazio di cuore per l’invito, mi ha detto di apprezzare i nostri consigli fumettistici mentre per l’ultimo colore ho scelto uno degli ultimi romanzi più folgoranti che abbia mai letto.

ARANCIONE

Mercedes – Daniel Cuello (Bao Publishing)

Il colore rosso sarebbe stato di norma la mia prima scelta ma poiché nell’ultimo periodo è entrato prepotentemente nelle nostre vite e nella nostra quotidianità ho preferito optare per l’arancione, una via di mezzo tra il rosso e il giallo. Il libro che ho scelto è Mercedes di Daniel Cuello, uscito alla fine dello scorso anno per Bao Publishing. In un futuro non troppo lontano, Mercedes è la donna più potente e influente del mondo. Ha tutto nelle sue mani: il potere, il denaro, le conoscenze importanti. È amata e idolatrata dalle masse grazie al personaggio costruito a tavolino e presentato in televisione. La conosciamo nel momento del suo tracollo, quando diventa (suo malgrado) il capro espiatorio del “partito” e viene accusata di tutto: della crisi finanziaria, della crisi ambientale, degli stravolgimenti geopolitici, dell’approvazione di leggi sbagliate ecc. Il fantomatico partito e la gendarmeria le danno la caccia, ma lei è una donna tutta d’un pezzo e non ha affatto intenzione di arrendersi. Intraprende allora una fuga sfrenata e imprevedibile con l’aiuto di alcuni membri del suo staff. Una storia complessa, ben costruita e a cui non manca veramente niente: l’attualità, il sentimentalismo, l’empatia, la critica. Basti pensare solo all’ambientazione distopica che non è poi così lontana dal presente, considerando l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questo periodo. L’autore ha un talento e una sensibilità fuori dal normale e la sua Mercedes, nonostante tutti i difetti, riuscirà a fare breccia nel cuore del lettore ritagliandosi un posticino veramente speciale.

BIANCO

Hamid Sulaiman – Freedom Hospital

Il bianco è un colore che mi ha sempre affascinato e che domina la copertina ma anche i disegni di Freedom Hospital, graphic novel di Hamid Sulaiman, pubblicato in Italia da add editore. Parla di guerra, di ospedali e di lotta per la vita. È ambientato in Siria, nella primavera del 2012, in un paesino controllato dal regime di Assad. Qui Yasmine, pacifista militante,ha creato e gestisce il Freedom Hospital, un ospedale clandestino che da soccorso a ogni essere umano, a prescindere dal suo schieramento. Yasmine è laureata in farmacia e ha anche vinto una borsa di studio negli Stati Uniti, ma ha deciso di restare per non rinunciare a questo sogno. Con lei in ospedale vivono 11 personaggi del tutto diversi: una giornalista clandestina e altri medici e pazienti collegati in qualche modo alla guerra. C’è chi è stato accusato di essere membro dei Fratelli Musulmani, chi ha perso la memoria e non ricorda più da che parte sta, chi è stato tenuto prigioniero e torturato perché accusato di essere oppositore del regime, chi è scappato dalla guerra; insomma un microcosmo che riflette benissimo la complessità della situazione siriana. Un fumetto che ci fa capire cos’è una guerra anche se non l’abbiamo mai vissuta e ci racconta in maniera disincantata un conflitto difficile senza mai prendere parti, mostrandoci i volti e le storie dei personaggi che lo vivono ogni giorno sulla propria pelle. Ci racconta dei loro ideali, delle loro paure, ossessioni, conflitti, ma anche dei loro amori e buoni sentimenti. Non importa cosa è vero e cosa no, lui vuole solo mostrarci senza fronzoli tutte le contraddizioni non solo di questo ma di qualsiasi altro conflitto e di quello che è il desiderio che accomuna quasi tutti: che la guerra abbia finalmente una fine.

NERO

Kentuki di Samantha Schweblin, Sur Edizioni

Il nero è il mio colore preferito da quando sono piccola, basta aprire il mio armadio per non avere più dubbi. Questo, insieme alla mia passione per le storie di ambientazione distopica, mi ha ispirato nella scelta dell’ultimo consiglio, Kentuki di Samantha Schweblin, pubblicato da Sur. Siamo in un periodo non ben identificato e l’ultima tendenza del momento sono i kentuki, semplici animaletti di peluche all’apparenza. Hanno varie sembianze e possiedono delle rotelle che gli permettono di muoversi. La loro particolarità è che sono dotati di telecamere dietro gli occhi che nascondono un software. Puoi scegliere di comprare un kentuki decidendo volontariamente di essere spiato da qualcuno che non conosci. Se acquisti una scheda di connessione, invece, diventi un kentuki a caso e puoi spiare qualcun altro. Non si può scegliere però né quale kentuki comandare né in quale parte del mondo. I kentuki diventano il pretesto per mettere in scena tante vite diverse. Tra i kentuki e i rispettivi padroni si instaurano sin da subito una serie di meccanismi che diventano la proiezione dei rapporti tra gli esseri umani, spesso fugaci, ossessivi, poco sani. Un romanzo magnetico, affascinante ma inquietante al tempo stesso che una volta concluso sarà difficile da dimenticare poiché lascerà al lettore tanti spunti di riflessione ma anche un profondo senso di angoscia. In un’epoca in cui facciamo di tutto per sentirci protagonisti di qualcosa, fino a che punto siamo disposti a spingerci e ad oltrepassare i limiti?

Carla di Una banda di cefali  cede il testimone a Elisa Marchegiani di crunched  che il prossimo mese scriverà “i tre colori” delle sue letture.

di Carla De Felice (blogger di Una banda di cefali e ospite del blog Giudittalegge)