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Raimo shock: "Perché la Bibbia è queer. Poi si condanna lo sfruttamento della prostituzione, non l’omosessualità"

Lo scrittore Christian Raimo ha contribuito a tradurre un’originale raccolta di studi delle sacre scritture che viene presentata a “Testo” a Firenze: “Questi studi mettono in discussione una tradizione patriarcale”

Stefano Milianidi Stefano Miliani   
Bibbia queer Christian Raimo
Particolare della copertina della seconda edizione di “The Queer Bible Commentary” e Christian Raimo nello spettacolo “Ha contraddetto e si è contraddetto. Intervista impossibile a Leonardo Sciascia” al Salone del libro di Torino del 2019. Foto Ansa / Alessandro Di Marco

Si può leggere la Bibbia in chiave “queer”? Per dire più precisamente: un’interpretazione “queer” delle storie del Vecchio e del Nuovo Testamento? A quanto pare sì. Se conoscete a fondo queste tematiche, sia bibliche che queer, la domanda forse non vi sorprenderà e sarà finanche scontata. Anche in quel caso potrete ammettere che sorprenda i più vedere un appuntamento intitolato “La Bibbia è queer”. Se ne parla infatti domenica 25 febbraio alle 10 a “Testo”, vivace manifestazione sui libri, arrivata alla terza edizione, con editori di varia natura e molti ospiti organizzata alla Leopolda di Firenze da Pitti Immagine con la libreria Todo Modo e con la Stazione Leopolda stessa da venerdì 23 al 25 febbraio.

“Il testo sacro per superare le barriere di genere”  

Nel ciclo di incontri a gettito continuo, mentre sui banchi nelle due grandi navate gli editori espongono la loro mercanzia in vendita e un calcio balilla è teatro di un minicampionato a cui ogni casa editrice può partecipare con una squadra, l’appuntamento all’Arena Olivetti sulle Sacre scritture ha come sotto titolo “Il testo sacro per superare le barriere di genere”. Christian Raimo, Cristina Simonelli, Gianluca Montaldi presentano il volume “Bibbia Queer. Un commentario”, edizione curata da Montaldi e uscita per Edb nel dicembre scorso (1136 pagine, 79 euro) con note introduttive di Selene Zorzi  e di Martin M. Lintner.

Cos’è? Trattasi della traduzione e curatela di “The Queer Bible Commentary” arrivata alla seconda edizione dopo la prima uscita negli Stati Uniti una decina di anni fa: è una raccolta di saggi curata dalla biblista e reverenda Mona West e dal teologo e reverendo in pensione Robert E. Shore-Goss. Nel volume, scrive la casa editrice italiana, “studiosi e pastori attingono alle teorie femministe, queer, decostruzioniste e utopiche, alle scienze sociali e ai discorsi storico-critici per offrire una lettura della Scrittura come non si era mai fatto”.

Christian Raimo: “Questi studi mettono in discussione una tradizione patriarcale”.

Affronta questo argomento con Tiscali Cultura Christian Raimo, scrittore, insegnante e traduttore romano, autore tra l’altro di un notevole reportage insieme ad Alessandro Coltré su Colleferro e la vita giovanile in quei paesi dopo l’uccisione di Willy Montero (clicca qui per la recensione).
Raimo premette: parla in veste di uno dei traduttori, non si erge a interprete del volume: “È un commentario molto composito, sorprende anche per la radicalità e l’imprevedibilità – inizia -. Affida a studiose e studiosi soprattutto di area protestante nuclei fondamentali del Vangelo e dell’Antico testamento alla luce di una interpretazione che in Italia è poco attraversata ma dalla bibliografia ricchissima soprattutto nei paesi anglosassoni. L’idea è che possa essere messa in discussione, anche attraverso le scritture stesse, una tradizione consolidata” retta da una “idea patriarcale maschile di famiglia tradizionale”.

Le copertine della seconda edizione di “The Queer Bible Commentary” e l’edizione italiana “La Bibbia queer”

“Si condanna lo sfruttamento della prostituzione, non l’omosessualità”

Qualche esempio? “È molto forte l’interpretazione delle lettere di Paolo – risponde lo scrittore e traduttore - Sono i luoghi dove in genere si forma la morale cristiana, con un’interpretazione legata soprattutto a un’idea di società maschile e maschio-centrica”. Quando invece quei testi possono essere letti in un altro modo? “Se prendiamo da un punto di vista queer definizioni come ‘corpi spirituali’ o ‘corpi celesti’ nelle Lettere ai Corinzi la condanna dell’omosessualità non sembra più una condanna dell’omosessualità ma piuttosto dello sfruttamento della prostituzione che avveniva a Corinto. È molto forte l’idea che ci sia una possibilità per spiritualità molto diverse in un contesto definito sempre come maschile, patriarcale, tradizionale”.

“Il rapporto con il divino per persone trans o in transizione”

Un altro caso, ricorda Raimo, può essere il “dono delle lingue” nel giorno di Pentecoste negli Atti degli Apostoli. Detto con una semplificazione estrema, quel passaggio nei sacri testi riferisce di quando gli apostoli predicarono il Vangelo nelle lingue di chi li ascoltava anche senza conoscerle. “Il ‘dono delle lingue’ nella Pentecoste qui viene visto come un momento queer. Cos’è un momento queer, cos’è la queerness? Queer non è semplicemente Lgbtq, omosessuale, eccetera eccetera, è qualcosa che riguarda un’immaginazione completamente aperta – continua Raimo - Queste letture si basano su studiose, non so quanto conosciute in Italia, che negli ultimi anni hanno pensato a corpi che non sono normati. Nelle Lettere di Paolo è molto presente l’idea di una liberazione degli schiavi. Oppure l’idea di un ribaltamento dei poteri in un mondo futuro viene interpretata non soltanto come un futuro in cui ci si libererà dall’impero romano ma ci si libererà dai poteri di dominio maschili, patriarcali, etero normativi”. Come avvicinarsi a queste pagine? “Forse il modo migliore con cui un lettore italiano può approcciarsi al libro è un’espressione che qui ritorna spesso ed è ‘ermeneutica del sospetto’ - risponde lo scrittore - Per lo studioso Paul Ricoer in fondo il testo è di chi lo legge. Questa sensibilità apre il testo a una società che cambia e può pensare a quale rapporto può avere con il divino una persona trans o in transizione, che non si riconosce in un sesso binario o in un dio maschile, un dio degli eserciti”.

“Nel mondo cattolico abbiamo un ritardo di 50 anni”

“Non essendo io queer, né omosessuale, non avendo quella sensibilità, né quella biografia – prosegue Raimo – ho trovato spunti di riflessione su come io leggo, interpreto, la Bibbia, la prego, anche da suggestioni che mi sembravano estreme”. Suggestioni di che genere? “Quando sento dire il ‘coming out di Dio in Gesù’ come se Gesù fosse il coming out di Dio, è un’interpretazione dell’incarnazione un po’ forte. Però anche lì qualcosa forza i canoni del conformismo con cui ci approcciamo ai testi e anche questo serve. Tutto ciò viene da un’ideologia femminile e femminista soprattutto di area protestante che ormai ha 50 anni ma è come se nel mondo cattolico avessimo un ritardo di 50 anni”.

Clicca qui per la scheda editoriale di “Bibbia queer”

Clicca qui per la scheda editoriale di “The Queer Bible Commentary”

Clicca qui per la manifestazione “Testo” alla Leopolda di Firenze

 

 

 

 

Stefano Milianidi Stefano Miliani   

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