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Igiaba Scego: “Dall’Africa portiamo scrittrici in lotta contro un doppio patriarcato, il piacere e distopie climatiche”

Avvincente, ricca di drammi, humour e soprese l’antologia di autori e autrici “Africana” approntata dalla scrittrice e dall’antropologa Chiara Piaggio. Storie dall’epoca coloniale a oggi: ne parlano le curatrici. Le foto dei ritratti di Diana Ejaita

Stefano Milianidi Stefano Miliani   

“Gli amici del Centro meteorologico dello Zambia hanno lanciato un’allerta gialla per una tempesta di sabbia imminente. È interessata tutta la zona di Lusaka, bantu banga. State al sicuro, state al sicuro”. Al volante la protagonista, con un figlio piccolo nel sedile posteriore da lasciare al nido, sta andando in auto al lavoro, sente cosa annuncia un dj alla radio ed esclama: “Fantastico. Dove lo andavo a trovare un rifugio con così poco preavviso? Il mese delle tempeste di sabbia era agosto, non gennaio. Eppure eccoci qui, sabbia invece dell’acqua, nel pieno della stagione delle piogge”. Quella sabbia oltre tutto è letale: trovarsi fuori da un riparo adeguato equivale a perire.

Vi stiamo riferendo di “Rifugio” della scrittrice dello Zambia Mbozi Haimbe, racconto incalzante e pauroso di una distopia climatica devastante. Potete leggerlo in “Africana.  Viaggio nella storia letteraria del Continente”, antologia di racconti o brani estratti da romanzi di più autori e autrici e generazioni varie ottimamente curato da Igiaba Scego e Chiara Piaggio (Feltrinelli, 240 pagine, 22 euro). Il volume include bei ritratti disegnati da Diana Ejaita e un breve e illuminante saggio dello scrittore senegalese Boubacar Boris.

Dal “tacco coloniale” al futuro alle porte 

Chiara Piaggio e Igiaba Scego hanno suddiviso il “viaggio” nell’Africa subsahariana (il Nord Africa è escluso c’entra, ha tutt’altra storia e letteratura) in cinque capitoli per fasi cronologiche dal ‘900 sotto la colonizzazione ai nostri anni. Tanto vale riferirne i titoli perché chiariscono bene il taglio del libro: “Uno | Sotto il tacco coloniale”; “Due | Le speranze tradite delle indipendenze”; “Tre | Rinnovamenti e turbolenze nel Novecento che tramonta”; “Quattro | Nuove energie, nuovo millennio”; “Cinque | Il futuro è già presente”, in cui è inserito il testo di Mzobi Haime.

Il volume ha un precedente. Segue “Africana. Raccontare il Continente al di là degli stereotipi”, antologia di storie e riflessioni pubblicata nel 2021 sempre da Feltrinelli e sempre per le cure della scrittrice e storica, italiana da genitori somali, e dell’antropologa. Se la raccolta di tre anni fa era molto efficace, letterariamente parlando questa è più omogenea e lineare, ha una qualità più alta perché improntata quasi esclusivamente su scelte narrative, non saggistiche, e ha utilissime schede su ogni scrittore e scrittrice.

Igiaba Scego: Ama Ata Aidoo “per avere una donna in copertina”

Il “viaggio” approntato da Scego e Piaggio avvince per la varietà di voci, sfumature, paesaggi, vicende, personaggi. “Chiara e io volevamo fare una storia della letteratura non esaustiva, far vedere delle linee contenutistiche e storiche – dice Igiaba Scego a Tiscali Cultura - con un apparato critico per tutti e tutte, con una progressione temporale per capire l’evoluzione letteraria: è un libro pensato per persone a digiuno e per persone che conoscono”.
La copertina e la dedica sono ad Ama Ata Aidoo, drammaturga, narratrice, poetessa, femminista ghanese nata nel 1942 e morta l’anno scorso, di rara acutezza intellettuale, inserita nell’antologia con un racconto fulminante, “Pidocchi”. “Abbiamo scelto lei perché ci ha lasciato l’anno scorso e ci piaceva una donna in copertina. Abbiamo voluto le illustrazioni, molto belle, di Diana Ejaita, un’afrodiscendente, perché dopo il primo ‘Africana’ avevamo notato che la gente non aveva in mente le facce neppure dei famosi e perché volevamo che volume fosse anche bell’oggetto”, dice ancora la romanziera e co-curatrice.

Igiaba Scego, co-curatrice di “Africana. Viaggio nella storia letteraria del Continente”, Feltrinelli 2024, a Napoli nel giugno 2023. Foto Ansa / Ciro Fusco

Igiaba Scego: “Scrittrici in lotta contro un doppio patriarcato”

A proposito di genere, è molto forte la presenza femminile. “Con Flora Nwapa (1931-1993), regina della scrittura nigeriana, e con le donne entra una politica differente, una lotta contro il doppio patriarcato, uno esterno e uno interno: quello lasciato dal colonialismo e quello dei propri compaesani – spiega la scrittrice - Tra i temi entrano la maternità, il piacere, il racconto di Flora Nwapa sulla guerra del Biafra del 1967-70, la distopia sul cambiamento climatico con Mbozi Haimbe”.

Igiaba Scego: “Gli e le afrodiscendenti non conoscono questa letteratura”

Alla domanda su come reagiscono le persone afrodiscendenti negli incontri Igiaba Scego risponde: “Il libro è per chi vive in Italia e di qualunque origine. Gli e le afrodiscendenti confessano di conoscere poco o nulla di questa letteratura. Una ragazza africana migrante ha detto di non sapere nulla di Ama Ata Aidoo: è come dire qui di non aver mai letto Calvino. La nostra speranza è di creare curiosità, in un mercato editoriale dove l’Africa va a ondate: speriamo diventi una cosa più strutturale”. Rispetto al volume del 2021, riflette “qui abbiamo fatto un passo in avanti con un percorso storiografico culturale e di genere”.

Chiara Piaggio: “Punti di vista non occidentali” 

“Con un libro non si può modificare un immaginario – interviene Chiara Piaggio sempre a Tiscali Cultura – ma noi speriamo accenda un po’ di curiosità, che si possa scoprire di più su un continente di cui forse solo negli ultimi anni si inizia a parlare. Quel mondo culturale offre una comunicazione, modi di pensare e punti di vista andando indietro nel tempo attraverso un percorso storico per raccontare anche quello che c’è stato prima. Leggere gli autori dell’epoca coloniale e di quella post-coloniale aiuta a sentire una storia non dal punto di vista occidentale o del colonizzatore, aiuta a comprendere il contesto”.

Chiara Piaggio: “Dalla guerra del Biafra in tv” uno stereotipo sulla povertà

Al che l’antropologa segnala un classico stereotipo nello sguardo dell’Occidente citando anche lei Flora Nwapa e il suo drammatico racconto sulla guerra del Biafra nell’antologia “Una morte certa”: “Quella guerra ha segnato l’immaginario occidentale perché è stata una delle prime guerre in tv, mostrava bambini denutriti e ha fatto percepire l’immagine di un continente povero, di carestie. Quella guerra durò in realtà tre anni ma divenne la rappresentazione della povertà africana”, commenta l’antropologa che ha iniziato a lavorare nella cooperazione per lo sviluppo 20 anni fa, nel Burkina Faso e nel Benin, e ha trovato “un continente interessantissimo, diverso da quanto immaginavo, una cultura estremamente stimolante”.

Un tragitto da Sembène all'horror di Denga Hanghuwo

Il repertorio selezionato conferma quanto sia stimolante. Tra nomi i più conosciuti da noi potremmo citare lo scrittore e regista senegalese Ousmane Sembène, la dolente, magistrale e toccante Bessie Head, nata da una coppia mista nel Sud Africa dell’Apartheid e riparata in Botswana; il kenyano da anni evocato a ogni Nobel Ngugi wa Thiong’o; Namwali Serpell, nata in Zambia e trasferitasi negli Stati Uniti. Cui si affiancano autentiche sorprese. Come il giovane ed esordiente namibiano Ndawedwa Denga Hanghuwo nel quinto capitolo sulle nuove generazioni. Suo il racconto horror da brividi come “Figura” che, quasi quasi, non avrebbe sfigurato (perdonate il gioco di parole) tra le pagine di un maestro quale Stephen King.
Diciamolo pure in altro modo: vale leggere questo libro da cima a fondo perché contiene 24 racconti o brani d’alto livello i quali ci parlano tanto d’Africa quanto parlano di noi umani che arranchiamo in tempi sempre difficili e abbiamo bisogno di volta in volta di uno sguardo ironico, drammatico, sensibile.

Clicca qui per la scheda editoriale di “Africana” del 2024

Clicca qui per la scheda editoriale di “Africana” del 2021

Clicca qui per l'articolo sugli africani nei dipinti del Rinascimento. Scego: "Persone schiavizzate e aristocratici"

 

 

 

Stefano Milianidi Stefano Miliani   

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