L'esperta del clima a sorpresa fa mia culpa: "Anche noi scienziati abbiamo sbagliato: ecco dove"

"Guardiamoci attorno e riscopriamo le meraviglie della terra": videointervista a Claudia Pasquero, docente di oceanografia, ci invita innamorarci della natura: "Come prenderci cura della Terra"

Forse diffondere solo numeri su quanto ghiaccio si sta sciogliendo, sull'aumento delle temperature, sui disastri di tifoni e alluvioni non è il modo migliore per parlare del cambiamento climatico. E se al posto della paura trasmettessimo rispetto, cura e amore per la terra? La domanda sorge spontanea se ascoltiamo Claudia Pasquero, esperta del clima, che al tema ha dedicato anni di studio e passione e che accanto alla ricerca scientifica affianca un'intensa attività di divulgazione per i più piccoli.

Professoressa di oceanografia e fisica dell'atmosfera all'Università Bicocca di Milano, ha collaborato con alcune prestigiose università americane ed è attualmente consulente dell’Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo di missioni satellitari sullo studio del clima; nello stesso tempo si dedica a podcast, laboratori e pubblicazioni dedicate ai bambini e alle bambine; l'ultimo è "Come sta la terra, il libro che ti spiega tutto sul clima" scritto pochi mesi fa insieme a Pierdomenico Baccalario e Federico Taddia per le edizioni Il Castoro. 

Abbiamo raggiunto Claudia Pasquero per una chiacchierata sul clima in vista della sua partecipazione al Festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie, in programma a Cagliari nel prossimo fine settimana. Per motivi personali la professoressa ha comunicato che non potrà esserci, avrebbe dovuto partecipare all'incontro "Il 2100 è domani, domande e risposte sincere sul clima" insieme allo scrittore, divulgatore e attivista islandese Andri Magnason e la zoologa inglese Nicola Davies. A fare le domande un gruppo di bambine e bambini. 

"Mi aspetto dai piccoli intervistatori domande sorprendenti - ci ha rivelato Pasquero - loro hanno tanta energia e un modo di pensare davvero trasversale che spesso ti obbliga a fermarti e riflettere".

Il cambiamento, conferma, parte proprio dalle nuove generazioni: "Come comunità scientifica abbiamo tanto da imparare da loro: per decenni abbiamo cercato di raccontare il cambiamento climatico attraverso dati e numeri, ma il messaggio evidentemente non passa se parliamo solo di chilometri cubi di ghiaccio che si sciolgono. Dobbiamo puntare a una narrazione che parta dalle emozioni, questo ci ha insegnato Greta e ci hanno insegnato i movimenti giovanili che sono arrivati dove noi scienziati non siamo riusciti ad arrivare. E' vero che la paura è uno dei motori che ha spinto l'evoluzione umana ma non basta scappare dai pericoli, occorre saper costruire un mondo migliore e tornare in sintonia con la natura. Come? Rendiamoci conto che stiamo perdendo il contatto con la terra e cerchiamo  di riallacciare questo legame. Guardiamoci attorno, facciamo attenzione a ciò che ci circonda e torniamo ad affascinarci e meravigliarci della natura".