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Vichinghi in Tv. I film e le serie

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Vichinghi in Tv. I film e le serie

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Muti e troppo baffuti

I vichinghi appaiono per la prima volta sulla pellicola nel 1907 con The Vinking’s Bride (la sposa del vichingo), film inglese che mostra il matrimonio in una tribù vichinga e narra le vicende di una sposa contesa. Si tratta di un film muto e perduto di cui si tramanda la bellezza dei costumi.

Poi nel 1928 esce negli USA il film, sempre muto, The Viking che narra le avventure di Leif Ericson. Noto anche come Leif il Fortunato, fu l’esploratore nordico che per primo mise piede sul continente nordamericano, circa mezzo millennio prima di Cristoforo Colombo, almeno così suppone. Secondo i critici del tempo però, il film non era granché, gli attori erano truccati in maniera grottesca e soprattutto c’erano troppi baffi sullo schermo, cosa non gradita al pubblico americano.

Belli e vigorosi grazie a Kirk

Per il grande esordio dei vichinghi al cinema bisognerà aspettare I Vichinghi del 1958. Con un cast spettacolare, capitanato da Kirk Douglas in grande forma marinaresca (aveva appena girato 20.000 leghe sotto i mari), il film annovera nel cast anche Tony Curtis, Janet Leigh e ha la voce narrante di Orson Welles. La storia ruota intorno alla vicenda di re Ragnar e dei suoi figli, personaggi che ritroveremo nelle serie del XXI secolo.

Il film, un successone, raggiunge il quinto posto negli incassi del 1958 e i vichinghi – eroici, forti, grandi e coraggiosi esploratori – conquistano la fantasia del pubblico.Dopo un esordio così spettacolare i norreni (popoli scandinavi assimilati per identità linguistica) ritornano nel dimenticatoio, salvo qualche sporadica apparizione.

Ad esempio, in Vicky il vichingo, serie animata 1974, con protagonista un ragazzino dai capelli rossi che preferisce la pace alla violenza. Così i sanguinari popoli del nord divengono bonari navigatori per la gioia dei bimbi.

Erik il vichingo di Terry Jones con John Cleese dei Monty Python, è un fantasy del 1989 in cui il giovane e sciroccato Erik ha la missione di riportare il sole nella sua terra, andando a riprenderlo ad Asgard la dimora degli Dei e degli eroi morti in battaglia.

Il 13° guerriero

Nel 1999, il regista John McTiernan dirige l’adattamento cinematografico del romanzo Mangiatori di morte di Michael Crichton, dove il musulmano Ibn Fadlan va nella terra dei vichinghi e lì combatte, al fianco dei suoi ospiti, epiche battaglie ispirate al poema anglosassone Beowulf che a sua volta rimaneggiava alcune leggende norrene. Il risultato non è granché, nonostante la presenza di Omar Sharif e Antonio Banderas.

Il 2011 è il momento dell’arrivo degli Dei nordici grazie a Thor che dopo aver vissuto per cinquant’anni nel fumetto omonimo diventa il protagonista del film omonimo della Marvel Comics, diretto da Kenneth Branagh. Il film incassa 450 milioni di dollari ed è primo tra quelli sui supereroi. Seguiranno altri tre film e numerose apparizioni di Thor nelle saghe Marvel.

E finalmente arriva Vikings

Forse proprio grazie a Thor, i vichinghi fanno capolino nelle serie tv con Vikings, che andrà avanti dal 2013 al 2021 per 6 stagioni (leggi anche qui). La serie segue le vicende di “Ragnar calzoni pelosi”, il più leggendario dei vichinghi, del suo primogenito “Biorn fianco di ferro”, dell’ultimogenito “Ívarr senz’ossa” e di “Floki il corvo”, grande costruttore di navi e scopritore dell’Islanda.

Già i soprannomi sono tutto un programma. Ragnar ha i calzoni pelosi, ovvero delle specie di braghe magiche che lo proteggono dai morsi di serpente. Il figlio Biorn è abile con lo scudo e inattaccabile sui fianchi. Ívarr, che non può camminare sin dalla nascita, viene miracolosamente salvato dalla morte a cui sono destinati tutti gli inabili alla guerra, e diventa un grande e perfido stratega. Infine c’è Floki, il più mistico, quello che ha il contatto diretto con gli dei. Floki progetta navi imbattibili e, inappagato delle grandi razzie in Inghilterra, si dirige verso ovest fino all’Islanda, guidato da due corvi.

Questi simpatici ed eroici vichinghi non esitano a massacrare ferocemente i loro nemici. Sgozzano i soldati Sassoni, crocefiggono i preti delle chiese inglesi e si lasciano andare ad ogni tipo di violenza. Ma alla fine gli si perdona tutto anche perché vivono nella certezza della vita dopo la morte. Loro andranno nel Walhalla e sono convinti che anche i cristiani raggiungeranno il loro dio, quindi in fondo dare la morte non è altro che anticipare il passaggio verso un’esistenza migliore.

The Last Kingdom

The Last Kingdom, serie britannica iniziata nel 2015 e conclusa nel 2022 dopo 5 stagioni, tratta il rapporto tra la religione norrena e quella cattolica. Inaspettatamente ad uscirne bene sono Odino e i suoi. I cattolici appaiono molto più legati alle cose terrene, mentre i vichinghi a quelle spirituali e alla profondità dell’animo umano.

La serie è molto più attenta agli avvenimenti storici rispetto a Vikings, e anche qui i leali e coraggiosi scandinavi primeggiano nei confronti dei subdoli e pragmatici inglesi.

Vikings: Valhalla

Vikings: Valhalla inizia dove finiva Vikings. Produzione canadese, in due stagioni, del 2022, racconta la storia di Leif Erikson, l’esploratore già protagonista del film muto del 1928. Nella serie ci si concentra più sulle conquiste e le battaglie anglo-vichinghe e le divisioni tra i vichinghi stessi che sul viaggio di Leif verso l’America.

La vera protagonista della serie è la città di Kattegat (probabilmente immaginaria) che domina l’omonimo e importantissimo stretto (questo vero) da cui passavano tutte le navi dirette dal mar Baltico a occidente. La serie è piaciuta quasi quanto la sua progenitrice e vale la pena vederla anche solo per l’assalto al London Bridge.

Norsemen

Finiamo con Norsemen l’unica prodotta dai veri vichinghi, infatti si tratta di una serie norvegese.Realizzata in tre stagioni fra il 2016 e il 2020, la serie racconta in forma di commedia le razzie, le rivalità e gli dei norreni. Alla vena comica si contrappone la rudezza delle scene che, seppur grottesche, non perdono nulla della loro originale ferocia. Insomma, si ride in questo pulp fiction in salsa vichinga.

Le vichinghe

Infine, parliamo delle meravigliose, coraggiose, indomabili protagoniste delle serie vichinghe.

Iniziamo con Lagertha. Protagonista di Vikings e prima moglie di Ragnar, è una combattente feroce. Compie massacri sul campo di battaglia con grande grazia e viene spesso ripresa in primo piano imbrattata di sangue ma con dei profondi occhioni blu.Fa innamorare uomini e donne.

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Meno bella ma altrettanto coraggiosa è Brida, protagonista di The Last Kingdom. Anch’essa impavida guerriera, è la custode della religione e della tradizione vichinga.Amante del protagonista Uhtred, lo abbandonerà quando questi si schiererà per la pace con gli inglesi. Selvaggia, trasandata e poco propensa all’igiene personale, Brida si fa amare con facilità per il suo cuore sconfinato.

Freydís, figlia di Erik, il rosso è stata violentata e marchiata a fuoco con una croce da un re vichingo convertito al cristianesimo.È un personaggio presente nelle leggende e proviene dalla Groenlandia come il fratello Leif Erikson. Troppo esile per una vera vichinga – nella serie è interpretata dalla modella svedese Frida Gustavsson – si forgerà alla lotta sorretta dalla sua sete di vendetta. Donna dal cuore d’acciaio come il papà, troverà pace dopo aver raggiunto la vendetta.

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Frøya, la protagonista di Norsemen, è una donna forte, muscolosa, poco incline al romanticismo. Come gli uomini preferisce una bella battaglia al lusso e una bella bevuta a una notte tranquilla.

Insomma, senza nulla togliere agli eroi di sesso maschile, io personalmente mi sono innamorato di quasi tutte.

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