Teresa Cherubini, la figlia di Jovanotti, racconta come si affronta la malattia: l'esordio

Con una storia a fumetti intitolata "La quotidianità della cura, la giovane illustratrice e fumettista si è concenrata "sull'idea di comunità, gioia e spensieratezza perché la cosa più importante è che l'idea che la malattia non deve essere una limitazione, l'unica cosa della tua vita nel momento in cui la vivi"

di TiscaliNews

"Mi sono concentrata sull'idea di comunità, gioia e spensieratezza perché la cosa più importante  è che l'idea che la malattia non deve essere una limitazione, l'unica cosa della tua vita nel momento in cui la vivi. Nel percorso di cura  è fondamentale avere le cose che rappresentano la normalità e trovare un tuo tipo di normalità nel nuovo mondo in cui ti trovi è possibile, ed è quello che fa Casa Oz". Teresa Cherubini, la figlia di Lorenzo Jovanotti e Francesca, racconta "La quotidianità che cura", una storia a vignette di cui è artefice.

Sprazzi di necessaria normalità per affrontare la malattia

Un fumetto, per raccontare, nella forma comunicativa più pop e immediata, 15 di anni di "quotidianità che cura", di sprazzi di necessaria normalità quando si affronta la malattia. È nato con questo obiettivo il nuovo progetto di Casa Oz, che ha deciso di raccontarsi attraverso una storia a vignette con testo del regista Marco Ponti e disegni di Teresa Cherubini, non solo figlia di Jovanotti ma soprattutto giovane fumettista e illustratrice, che ha messo in questa iniziativa anche la sua esperienza personale.

Caratterizzato dal colore verde della Onlus torinese che accoglie bambini che affrontano la malattia e le loro famiglie, il fumetto 'La quotidianità che cura' ha come protagonisti proprio i bambini e ragazzi che ogni giorno trovano nella casa, con i suoi oggetti e momenti, un mondo di normalità, un elemento fondamentale nell'affrontare la malattia.

Enrica Baricco: "Il fumetto piace ai bambini e agli adulti, è trasversale"

"La quotidianità è il grande valore di quello che facciamo, sottolinea la presidente di Casa Oz, Enrica Baricco, e spiegarlo è la sfida che abbiamo lanciato per i nostri 15 anni. Abbiamo pensato al fumetto perché è trasversale, piace ai bambini ma anche agli adulti, e abbiamo voluto che ogni vignetta potesse avere vita a sé, spiegare quello che facciamo in ogni immagine".

Per Marco Ponti "l'idea era raccontare casa Oz in modo non tradizionale perché Casa Oz non è tradizionale. Quando mi chiedono cosa sia Casa Oz rispondo che fondamentalmente è un posto dove si sta bene, anche se sei sotto una tempesta, e si sta bene perché non sei solo". Un concetto che è stato alla base delle immagini realizzate da Teresa Cherubini.