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Tutto troppo complicato. Il ‘romance’ di Anna Premoli è quasi un giallo

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Tutto troppo complicato. Il ‘romance’ di Anna Premoli è quasi un giallo

I romanzi “rosa”, invece, devono il nome all’associazione piuttosto banale con il fiore che, per antonomasia, leghiamo al romanticismo, ma anche al colore simbolicamente assegnato all’universo femminile.Mi sono imbattuta in questo romanzo in maniera del tutto casuale e le sue prime righe mi hanno incuriosita, così l’ho acquistato. Poi l’ho letto in pochissimo tempo e mi ha fatta rilassare, dimenticare il tempo e divertire.Parlo dell’ultimo libro di Anna Premoli, Tutto troppo complicato, edito da Newton Compton.

Tutto troppo complicato

«Ti devo presentare una persona».«Perché sento odore di fregatura?».Jeanne scoppia a ridere. «Perché sei incredibilmente diffidente. E la diffidenza inquina la tua aura, mia cara Vivi», mi riprende in modo bonario.«Sono le circostanze a inquinare l’aura che nemmeno so di avere», replico affranta. Ormai sono sul vagone, perciò credo proprio che andrò fino in fondo. «E, a proposito, non sono dell’umore per conoscere uomini in questo periodo». L’ultimo ha lasciato una discreta ferita che nel rimarginarsi mi ha omaggiato di ulteriore cinismo di cui avrei volentieri fatto a meno.«E chi ti dice che si tratti di un uomo?»«Me lo dice il mio infallibile sesto senso», replico.«Ah, questo sesto senso è pericoloso. Diciamo allora che voglio presentarti una persona. Che sì, è un uomo, ma avrebbe potuto benissimo essere anche una donna», prova a spiegarmi.Quando si dice una donna sibillina…

Campionessa d’incassi fin dal 2013, quando vinse il “Premio Bancarella” grazie al romanzo Ti prego lasciati odiare, Anna Premoli, croata con cittadinanza italiana, nata nel 1980, ha uno zoccolo duro di lettori, con grande prevalenza femminile, che non la abbandonano mai e che svuotano gli scaffali delle librerie ad ogni nuova uscita. Lo dimostra Tutto troppo complicato, uscito il 5 gennaio e già in cima alle classifiche dei libri più venduti.

E dire che lei si è laureata alla Bocconi di Milano in Economia dei mercati finanziari e che si occupa, come primo lavoro, di investimenti finanziari per una holding. Chissà, forse scrivere storie d’amore con trame ricche e misteriose, a tratti irriverenti, rappresenta il suo modo di appagare una inarrestabile vena creativa poco spendibile nel lavoro suo ufficiale.Di questa autrice avevo spesso sentito parlare, soprattutto per i titoli più famosi quali Finché amore non ci separi, o Come inciampare nel principe azzurro, ma non l’avevo mai letta. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo stile sapiente e semplice allo stesso tempo, capace di catturare l’attenzione del lettore e trascinarlo nei meandri della sua narrazione fantasiosa e dettagliata.

Quasi un giallo ambientato a Brera

La storia è quasi un giallo, tutta centrata sulle figure dei due protagonisti, Violante e Amedeo, che hanno una chimica pazzesca.Si conoscono perché Violante, Vivi, accetta l’invito ad una festa a casa di un’amica che le presenta il fratello. Fra le mille luci visibili dal terrazzo milanese, in zona Brera, tra loro è subito colpo di fulmine.

Ma la serata per questi due colleghi fiscalisti (sono commercialisti specializzati in imposte e tributi) che si sono appena conosciuti, cambia direzione improvvisamente, quando un prezioso quadro che avevano notato nell’appartamento di fronte, presumibilmente del futurista Umberto Boccioni, sparisce nel nulla.Signore e Signori, il mistero è servito! Preparatevi ad improvvisarvi detective insieme ai due personaggi.

Il furto di un quadro di Boccioni

Anna Premoli ha compiuto uno studio approfondito del Futurismo per poterlo inserire in modo adeguato nella trama, cosa che ho apprezzato. Quella che ci racconta è una Milano diversa, fra arte e segreti, intrigante e gustosa.

Catturati dalla curiosità e dal feeling immediato fra loro, Amedeo (detto Clemens) e Vivi, non si tirano indietro e si mettono subito alla ricerca di indizi per comprendere l’accaduto. Il tutto fra suspense e colpi di scena che ci faranno entrare insieme a loro nell’appartamento incriminato e alla centrale di polizia.

Di più non posso dire senza incorrere in uno spoiler, perciò mi fermo qui.Un’ultima nota su questa scrittrice appena scoperta, però vorrei esprimerla: le protagoniste dei suoi romanzi sono donne moderne che non restano “impigliate” nelle maglie dell’invidia, della malizia e del rancore, ma sono in grado di fare squadra e di essere solidali tra loro. Anna Premoli è una donna che crede nelle donne.

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