Teatro: pienone a Cagliari per presentazione di Cecilia

Teatro: pienone a Cagliari per presentazione di Cecilia
di Ansa

(ANSA) - CAGLIARI, 22 GEN - "Assistere alla rappresentazione di Cecilia è un'occasione rara, da non perdere, è lodevole l'operazione di riscoperta da parte del Teatro Lirico di Cagliari". Con queste parole il musicologo Gianluigi Mattietti ha rivolto un invito al numeroso pubblico di appassionati che ha occupato interamente il foyer. Il Lirico ha riaperto, dopo due anni di pausa dovuto alle restrizioni legate al Covid, il suo spazio alle conferenze di presentazione delle opere in cartellone. E la risposta è arrivata per un evento tradizionalmente graditissimo al pubblico cagliaritano. A dare il via è stata "Cecilia" di Licinio Refice, la storia di una nobile romana martirizzata perché non rinnega la sua fede cristiana. L'azione sacra in tre episodi e quattro quadri va in scena da venerdì 28 gennaio alle 20.30 e inaugura la Stagione lirica e di balletto. Sarà replicata il 29 gennaio alle 19, il 30 alle 17, l'1 febbraio alle 20.30, il 2 alle 20.30, il 4 alle 20.30, il 5 febbraio alle 17. Tutto si svolgerà nel rispetto dei protocolli anti Covid. "Esiste, peraltro, un'unica incisione di "Cecilia", titolo rarissimo", ha aggiunto Mattietti, nel soffermarsi sulla figura di questa donna, diventata icona sacra della musica, protettrice dei musicisti, a cui sono state intitolate chiese e accademie. Ha poi sottolineato i punti di forza di questa preziosa rarità musicale che sarà eseguita per la prima volta in Italia in tempi moderni, e in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio il maestro Giuseppe Grazioli, la regia è firmata da Leo Muscato. L'esperto si è soffermato sullo "stile vocale e orchestrale che rimanda a quello di Puccini o Mascagni, sulle arie godibili dal punto di vista del Belcanto, entrate nel repertorio di grandi soprani". Ha poi evidenziato gli "elementi di originalità". "Prete e compositore, andando controcorrente rispetto alla linea ecclesiastica del tempo, Refice si è immerso nel mondo del melodramma e con il linguaggio tipico del verismo, discostandosene però dal punto di vista dei contenuti. Non c'è amore carnale, gelosia, tradimento, inganno, c'è solo una continua lode a Dio - ha evidenziato Mattietti - e a movimentare l'azione si susseguono durante tutta l'opera, tra gli episodi di preghiera e contemplazione, eventi celestiali e apparizioni miracolose, veri colpi di scena, quasi in un felice incontro tra musica e arte visiva". (ANSA).