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Mr. & Mrs. Smith. Due estranei diventano spie fingendosi marito e moglie

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Mr. & Mrs. Smith. Due estranei diventano spie fingendosi marito e moglie

Se l’idea di partenza è bizzarra (e rischiosa), la coppia di sceneggiatori scelti da Amazon per portare a termine l’impresa lo è perfino di più: l’americano Donald Glover e l’inglesissima Phoebe Waller-Bridge. Glover e Waller-Bridge non sono due autori qualunque: hanno rispettivamente creato, sceneggiato, prodotto, diretto e “showrunnerato” – mi cospargo il capo di cenere per il brutto neologismo – le due serie più amate dai millennials negli anni ’10: Atlanta e Fleabag, di cui, oltre che tutto il resto, erano anche interpreti principali. Due personalità forti, sceneggiatori dotatissimi, ottimi dialoghisti, con una propria poetica personale, ma immancabilmente “narcisi” e abituati a comandare.

Già sulla carta, un matrimonio come questo avrebbe avuto tutti gli elementi per funzionare perfino peggio di quello tra John e Jane Smith nel film (o tra Brad e Angelina nella realtà), ma, si sa che, a volte, sono proprio le coppie peggio amalgamate e più improbabili a risultare vincenti…

Non è questo il caso

Nemmeno il tempo di iniziare a lavorare insieme sulla serie, e Donald e Phoebe bisticciano. Lei se ne va motivando la cosa con le classiche “divergenze artistiche”. Glover la sostituisce con Francesca Sloane, già produttrice di Atlanta, mantenendo così il 50% della scrittura al femminile. Per il ruolo di Mrs. Smith, che avrebbe dovuto interpretare la Weller-Bridge, Glover sceglie Maya Erskine, co-creatrice e interprete di un’altra ottima serie, la divertente Pen15.

Lei e Glover sembrano nati per recitare insieme e possiedono tutta la chimica necessaria per rendere credibile la loro storia. Specialmente nelle prime puntate, quando la scintilla scocca, è impossibile non identificarsi ed empatizzare con loro anche se, in fondo, non sono altro che due assassini. I cambiamenti che Glover e la Sloane apportano rispetto al film sono sostanziali e ne invertono abilmente la premessa, cosa peraltro dichiarata nella prima scena, usata con sublime ironia, proprio per dirci che loro, con il film di Liman, vogliono averci poco a che fare.

Killing Brad e Angelina

John Smith e sua moglie Jane (due dei tanti della serie) sono una coppia di spie strafighe – interpretate da Alexander Skarsgård e Eiza González – che vive in un bel cottage isolato. La giornata sembra procedere come molte altre, almeno fino a quando non vengono attaccati da una squadra di sicari. Si difendono, tirando fuori ogni tipo di arma dai posti più impensati. Lo spettatore pensa che vinceranno loro – sono bellissimi, atletici e innamoratissimi, come possono perdere? – e, invece, vengono bellamente trucidati. Di questi due personaggi e di quello che gli è successo, non si parlerà più nella serie: in fondo, come capiremo poi, gli Smith sono intercambiabili. I killer, insieme a loro, eliminano metaforicamente anche Brad e Angelina, quello che si portano dietro e tutti i riferimenti al film di Liman, di cui, nelle capaci mani di Glover e Sloane, resta solo qualche piccolo spunto.

Se all’inizio del film, Mr. & Mrs. Smith erano già sposati e scoprivano solo in un secondo momento le rispettive identità segrete, quelle di spie al servizio di due agenzie rivali, nella serie invece non si conoscono. I due protagonisti sostengono un “normale” colloquio di lavoro per un posto da spia ed è l’Agenzia, una volta che li ha scelti e assunti, ad accoppiarli e a mandarli a vivere insieme nella strepitosa casa newyorchese con tanto di piscina, che fa da set principale alla serie. Non sono sposati, devono solo fingere di esserlo (vedi qui il trailer).

Mr. & Mrs. Smith in una strepitosa casa di New York

Il loro primo incontro, nell’ascensore di casa, è da antologia. Ovviamente non ci mettono molto ad innamorarsi. Perché di questo parla la serie, al di là dello spionaggio, delle scene action, delle citazioni e del divertimento continuo: di amore. O meglio della nascita dell’amore, della sua evoluzione, nonché della sua fine. E lo fa benissimo.

John e Jane si innamorano e crescono insieme. Il loro grado di intimità aumenta puntata dopo puntata in maniera progressiva: la scena delle “puzzette” a letto è un po’ il punto di svolta nel loro rapporto. È molto divertente e scritta da Glover in “punta di penna”.

John può essere lunatico e insensibile, di sicuro è mammone, cosa che a Jane dà molto fastidio. Lei ha una certa tendenza alla sociopatia, ma la loro ricerca di un’intimità reale, all’interno di una relazione fittizia, è autentica e credibile. I due attori, entrambi bravissimi, usano il fatto di provenire dalla commedia, per rendere al meglio i loro personaggi: assassini professionisti e duri, ma anche goffi e teneri. Il vero motore della serie sono però le “scene da un matrimonio” che elevano, almeno nel mio caso, un ottimo guilty pleasure a my cup of tea.

Il modo di raccontare raffinato

Anche il modo scelto dagli autori per raccontare l’arco di questa coppia è quantomai raffinato. Episodi “verticali” con una linea principale che inizia e si esaurisce nell’arco di 40 minuti, con casi di puntata che, di solito sono Mission più o meno Impossible: consegnare un pacco, proteggere qualcuno, uccidere un bersaglio. Parallelamente viene raccontata, in orizzontale la situazione sentimentale del momento tra John e Jane. I momenti salienti che riguardano la relazione avvengono quasi sempre fuori campo, tra un episodio e l’altro.

Mi spiego: se in un episodio assistiamo all’inizio della crisi, in quello seguente troviamo John e Jane seduti sul divano di una terapista di coppia (Sarah Paulson), decisi a salvare quel che resta del loro matrimonio. L’identità segreta che si sono dati anche a beneficio della terapista, quella di due progettisti di software, crea una serie di gag divertenti quando John e Jane devono spiegare come, il lavoro incida profondamente anche sulla loro vita sentimentale.

Una storia d’amore intrigante e realistica

Dell’ultima puntata, quella in cui avviene la resa dei conti, non vi svelerò più di tanto, anche se l’epilogo è comunque intuibile, il duello finale è una grande trovata.

Dicevo della Paulson: l’attrice di American Horror Story e Skarsgård non sono le uniche guest star presenti nella serie: Michaela Coel, Ron Perlman, John Turturro, Sharon Horgan e Parker Posey, la impreziosiscono interpretando personaggi sempre perfettamente scritti. In Mr. & Mrs. Smith si parla molto, così come in Atlanta, ma la cosa non pesa. Glover e la Sloane riescono a mescolare nella loro serie elementi della Tv di una volta con quella moderna, bilanciando l’assurdità di un’idea di base, con una messa in scena ricca ed efficace e con una delle storie d’amore più intriganti e realistiche viste ultimamente sul piccolo schermo. Tutto senza rinunciare a velocità e divertimento. Non è da tutti.

 

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