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Mappa del giallo-noir italiano: il Nord

cronache letterarie   
Mappa del giallo-noir italiano: il Nord

Tracciare una mappa del giallo/noir italiano non è facile, dato il gran numero degli autori di un settore in continua espansione. Noi ci abbiamo provato, facendo affidamento – a nostro sindacabile giudizio – in gran parte sul nostro gusto ma anche sulle critiche o recensioni che abbiamo trovato su giornali o direttamente dal web. Partendo dal nord italiano, ecco le prime quattro regioni prese in esame.    PIEMONTE

Sarà che Torino è città dei misteri, oltre che uno dei vertici del triangolo della magia nera e di quella bianca ma Noir e Gialli sono di casa da queste parti. I primi romanzi di genere ambientati in Piemonte si fanno risalire infatti ai primi del Novecento grazie alla penna di Carolina Invernizio, lombarda di Voghera (morta a Cuneo), autrice nel 1909 di Nina la poliziotta dilettante, gradevole esempio di feuilleton con omicidio annesso, ambientato nella Bella Epoque di Torino.

Il punto di svolta arriva nel 1975, con l’uscita di La donna della domenica, capolavoro della affiatatissima coppia formata dal torinese Carlo Fruttero e dal romano Franco Lucentini. L’indagine tra le ville della “Torino bene” e i banconi del “Balon”, il mercatino delle pulci, del commissario siciliano Santamaria, trapiantato in Piemonte (al cinema, l’indimenticabile Mastroianni) ebbe in libreria un grande successo, ed anche un seguito in A che punto è la notte.

Tra i contemporanei ci piace molto il mix sofisticato di Davide Longo, con protagonisti il commissario Corso Bramard e il suo allievo Arcadipane. E poi Alessandro Perissinotto, a suo agio sia nei romanzi a sfondo storico come in quelli con protagonista la psicologa Anna Pavesi (una curiosità: Perissinotto scrive con lo pseudonimo di Arno Saar romanzi polizieschi ambientati in Estonia…), Cristian Frascella e l’investigatore Contrera, Carlo De Filippis con il commissario Vivacqua, Rosa Mogliasso con il commissario Barbara Gillo, Massimo Tallone, Maurizio Blini (ex investigatore della Polizia di Stato), Giorgio Ballario (non solo gialli ambientati nell’Africa coloniale italiana), Margherita Oggero, Laura Mancinelli con Florindo Flores, capitano in pensione, Alice Basso con Vani Sarca, brava ghostwriter e saltuario aiutante della Polizia.

Con il romanzo noir – a sfondo ovviamente politico – si è esibito anche Sergio Champarino, ex sindaco di Torino e presidente della Regione, mentre tradisce ogni tanto la sua amata Parigi con Torino il grande Enrico Pandiani.

Infine, era piemontese (nato ad Asti, morto a Torino) Giorgio Faletti, che però ha ambientato i suoi libri di maggior successo tra Monte Carlo, gli Stati Uniti e Roma. IL CONSIGLIO – Il caso Bramard di Davide Longo (2014)DA RILEGGERE – La donna della domenica di Fruttero e Lucentini (1975)LA SORPRESA – La collega tatuata di Margherita Oggero (2002). 

VALLE D’AOSTA

Da qualche anno questa regione è diventata uno dei luoghi sacri del giallo italiano, grazie a uno scrittore romano e a un vicequestore di Trastevere, trasferito ad Aosta per punizione. Antonio Manzini è stato bravissimo nel delineare il carattere molto particolare del suo Rocco Schiavone (l’ottimo Marco Giallini nella serie televisiva), uomo assai poco cordiale, che detesta il freddo e le montagne e fuma sigarette proibite, compila liste di “rotture di coglioni” e si intestardisce a indossare, malgrado la temperatura, le tanto amate Clarks.È valdostano puro invece Giovanni Niccoli, che però ambienta i suoi gialli nel Canavese, la regione di Ivrea. Ruota attorno alle piste della Valle d’Aosta un romanzo del torinese Guido Airoldi, Il pianoforte nella neve

PER COMINCIARE – Pista nera, di Antonio Manzini (2013). 

LIGURIA

Bacci Pagano è l’emblema del noir ligure. Nato dalla fantasia di Bruno Morchio e dalla fiducia della “Fratelli Frilli Editore”, è un investigatore privato che vive nella città vecchia, scorrazzando sulla sua Vespa. Non ha praticamente più famiglia, ha perso i sogni e le speranze della sua gioventù ma possiede ancora un forte senso del dovere. Splendida l’ambientazione, in un centro storico sospeso tra degrado e speculazione travestita da modernità.

Restando da queste parti, è un autentico caso l’opera della prolifica Maria Masella, che ha regalato una trentina di romanzi al suo commissario, Antonio Mariani. Da ricordare Isabella Pileri e la saga del detective Baglioni, le indagini del vicequestore aggiunto Paolo Nigra – scritte a quattro mani da Paola Ronco e Antonio Paolacci – e l’opera di Mario Paternostro, ex-vice direttore del Secolo XIX, che ha creato la figura di Ferruccio Falsopepe, commissario proveniente dalla Puglia. 

PER COMINCIARE – Bacci Pagano, una storia di carruggi, di Bruno Morchio (2004). 

TRENTINO ALTO ADIGE

Oltre i candidi alpeggi, le verdi colline e i ritiri delle squadre di serie A c’è di più, molto di più. E spesso fa paura. Ce ne siamo accorti tutti qualche anno fa leggendo La sostanza del male del bolzanino Luca D’Andrea, abile architetto di un perfetto mix di tradizioni popolari, panorami mozzafiato e orridi spaventosi, come la gola del Bletterbach, forse la più celebre dell’Alto Adige.

Qualcuno si è anche spinto a parlare di scuola bolzanina del genere poliziesco, pensando ai gialli di Lenz Koppelstätter ambientati in Sudtirolo, e poi a quelli di Alex Boschetti, Kurt Lanthaler e della coppia formata da Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa, tutti ambientati in Alto Adige.

E poi, con le montagne del Trentino a fare da cornice, ci sono i libri di Federico Bonati, Matteo Billi, Giancarlo Narcisi, oltre a quelli di Riccardo De Palo e il suo Lukas Moroder, ispettore capo che fa battute in ladino e soffre di vertigini.

PER COMINCIARE – La sostanza del male, di Luca D’Andrea (2016). 

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