'Cirano deve morire' e giovani vanno a teatro

'Cirano deve morire' e giovani vanno a teatro
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 26 NOV - E' arrivato a Roma, al Teatro Vascello dove si replica sino al 4 dicembre, ''Cirano deve morire'', lo spettacolo nato per la Biennale Teatro prepandemia diretta da Latella e ora ripreso grazie a Elledieffe, Fabbrica dell'attore e Teatro di Toscana. Il testo è di Rocco Placidi e Leonardo Manzan, che firma anche la regia, trentenne uscito dalla Scuola del Piccolo di Milano, dove il lavoro è stato nei giorni scorsi, ottenendo un successo che ha fatto molto parlare perché decretato da un pubblico in gran maggioranza giovane, di coetanei degli interpreti. Sta nascendo un teatro che a questi innanzitutto si rivolge, cercando un linguaggio e una contaminazione con la contemporaneità che pare funzionare, se il tutto esaurito lo fanno ''Amleto'' di Barberio Corsetti al Teatro di Roma, ''L'angelo della storia'' di Teatro Sotterraneo o il pasoliniano ''Calderon'' di Fabio Condemi, e fortunatamente l'elenco si allunga costantemente. Si esce per lo spettacolo dal vivo che ti coinvolge e parla la tua lingua, mentre per il cinema oramai piattaforme e streaming mettono in crisi le sale. Diciamo allora che ''Cirano deve morire'' è un bello spettacolo, ricco di energia e interessante in cui del ''Cyrano'' di Rostand, come lo ha visto e letto sino a oggi uno spettatore tradizionale, resta poco, lo schema della trama, dei rapporti tra i personaggi che però trovano una diversa e giovane interazione, citazioni di alcuni passi, a cominciare dal celebre, meraviglioso discorso sull'amore con il ''bacio apostrofo rosa tra le prole t'amo''. Il rap, che è stato scelto per questo lavoro, infatti non è per sua natura solo versi con rime e ritmo, ma anche provocazione, esibizione, egocentrismo, linguaggio, inquietudine e protesta contro il mondo così come è. (ANSA).