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Blitz sui Girasoli, imbrattatrici e criminali o artefici di una protesta giusta? Gli attivisti: "Torneremo ancora"

Venerdì l'azione choc alla National Gallery, ma le proteste di Just Stop Oil per l'ambiente vanno avanti da mesi nel Regno Unito. 1300 gli arresti

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   
La protesta di Just Stop Oil alla National Gallery (foto Ansa)

Per alcuni sono folli, vandale, imbrattatrici, addirittura criminali. Secondo altri, portavoce di una protesta giusta che cerca ogni mezzo per trovare spazio sui media e sulle agende politiche mondiali. A due giorni dalla performance di Anna e Phoebe, le due giovani attiviste di Just Stop Oil che venerdì scorso hanno gettato salsa di pomodoro sopra i celebri girasoli di Vincent Van Gogh dentro la National Gallery di Londra, la discussione non si placa e il video dell'azione continua a essere condiviso, commentato e criticato.

Prima di andare oltre c'è una precisazione doverosa: il dipinto non è stato danneggiato, perché “l'azione è stata pianificata sapendo che era adeguatamente protetto” come sottolineano gli attivisti sul sito juststopoil.org. Eppure le polemiche non si fermano. Non esistono posizioni moderate: da un lato c'è chi considera il gesto sconsiderato, dall'altra c'è chi applaude il coraggio di due giovanissime che rischiano il processo per un'azione di forte impatto mediatico.

Qual è dunque il confine che separa il vandalismo da una sacrosanta rivendicazione che sfrutta la potenza dell'arte?

Una prima risposta ce la da la stessa associazione Just Stop Oil, che da aprile a oggi ha firmato tantissime manifestazioni contro i combustibili fossili e l'inquinamento nel Regno Unito: "L'arte, la bellezza, la cultura sono preziose – scrivono in un post del 16 ottobre - Quello che vogliamo fare è salvare un futuro in cui la creatività umana sia ancora possibile. Siamo terribilmente vicini a perderlo, quindi dobbiamo infrangere le regole. E questo significa premere pulsanti culturali per provocare, sfidare e scioccare. Non c'è altro modo". E a chi si indigna per un gesto potenzialmente dannoso rispondono “Cosa dobbiamo proteggere, le condizioni che consentono all'umanità di fare arte, di essere creativa o i capolavori che non avranno nessuno a guardarli?”.

"Si tratta di un'azione politica per il clima che assurge alla performance artistica, metodologia che lascia memoria – ha commentato sulla sua pagina Facebook Sergio Ferraris, giornalista scientifico esperto di ambiente e tematiche sociali - hanno scelto 'girasoli' di Van Gogh, non un'opera qualsisi come per esempio l'autoritratto, e dunque l'agricoltura che è minacciata dai cambiamenti climatici; hanno alzato il livello dello 'scontro' sul clima, cosa che è oggi necessaria; del fatto, innocuo per l'opera d'arte, sta parlando tutto il Pianeta, per cui la logistica informativa dell'atto è elevata come risultato". Ferraris, inoltre, condivide il gesto perché si tratta di due giovani donne, "protagoniste del futuro prossimo che hanno sia il diritto sia il dovere di protestare".

LEGGI ANCHE: Incursioni degli attivisti di Ultima Generazione? Fanno bene e sono rispettosi: la protesta per l'ambiente è seria e non violenta

Una protesta di Just Stop Oil nel centro di Londra (foto Ansa)

In tanti però si chiedono se il modo sia quello giusto, visto che a troppe persone è arrivata l'immagine della cornice imbrattata prima del messaggio. La risposta sta nelle stesse attività messe in piedi da Just Stop Oil in appena sei mesi di vita: non c'è solo la salsa di pomodoro sul Van Gogh ma centinaia di azioni, tutte non violente, inscenate in spazi pubblici, nelle strade e nelle piazze. Dal 1 aprile gli ambientalisti inglesi hanno bloccato impianti petroliferi e stazioni di rifornimento di benzina, hanno fermato più volte il traffico delle auto, hanno occupato campi da calcio a Londra e Liverpool durante il campionato inglese e la pista di Silverstone nella gara di Formula 1 ricevendo il sostegno dei piloti Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Carlos Sainz. Da fine luglio hanno fatto irruzione dentro musei e gallerie “incollandosi” alle opere d'arte (ancora Van Gogh, i 'Peschi in fiore' alla Courtauld Gallery di Londra), seguiti poi dai 'colleghi italiani' di Ultima generazione (qui il racconto del blitz agli Uffizi di Firenze) e dal 1 ottobre hanno un calendario di appuntamenti quotidiani con blocchi stradali e azioni di disturbo in tutta Londra.

Ogni mattina si incontrano a Downing street, cosa che ha provocato la dura condanna dal governo inglese: "Queste proteste che disturbano la vita quotidiana delle persone e impediscono al sistema di emergenza di intervenire per salvare vite umane sono inaccettabili ha commentato la prima ministra Liz Truss – ecco perchè abbiamo già rafforzato i poteri per la polizia per impedire a queste persone di sconvolgere ancora la vita degli altri"; all'indomani dell'incursione alla National Gallery, la prima ministra Suella Braverman ha annunciato che "questo governo non esiterà ad agire e a mantenere al sicuro la maggioranza rispettosa della legge". 

Il pugno duro però non spaventa gli attivisti, che da aprile hanno registrato 1300 arresti per vandalismo e interruzione di pubblico servizio, ben 377 solo a ottobre. "Questo non è un evento di un giorno, questo è un atto di resistenza contro un governo criminale e il loro progetto di morte genocida", hanno scritto qualche giorno fa. E annunciano che non si fermeranno: "I nostri sostenitori torneranno – oggi, domani e il giorno successivo – e il giorno dopo ancora – e ogni giorno fino a quando la nostra domanda non sarà soddisfatta: nessun nuovo petrolio e gas nel Regno Unito".

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   

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