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Il fumetto d’America è donna: lo vediamo con la mostra “Women in Comics”

A Palazzo Merulana a Roma un'esposizione propone disegnatrici e illustratrici storiche e ora sulla cresta dell’onda. Con super eroine, adolescenti in ansia, nonne in menopausa, personaggi fantastici

Stefano Milianidi Stefano Miliani   
Il fumetto d’America è donna: lo vediamo con la mostra “Women in Comics”
Tavole di Afua Richardson (part.). Da Women in Comics, Roma 2021

Nel Palazzo Merulana nell’omonima via romana, via che idealmente collega la chiesa di Santa Maria Maggiore e il complesso di San Giovanni dove il potere religioso è sempre stato maschile, da questo venerdì 28 maggio fino all’11 luglio una rassegna di fumetti in forma implicita mette in discussione le fondamenta di quel potere d’un solo genere. A dirla meglio, lo corrode con un altro sguardo e con una forma espressiva oggi ampiamente accettata ma per decenni poco considerata da quella che era la cultura ufficiale: il fumetto. 

Le pioniere e le autrici di oggi dall'America  

Lo sguardo è quello di autrici nordamericane che hanno esercitato la loro arte dagli anni ’60 in poi. “Women in Comics”, il nome della rassegna con 25 artiste e una novantina di tavole. Chi promuove l’appuntamento è l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, lo co-producono Arf! Festival di Roma e il Salone napoletano del fumetto Comicon. Accompagna la selezione delle illustrazioni e delle storie il docufilm “She Makes Comics”. La curatrice è Kim Munson. I nomi sono certo noti ai fumettari e a chi li studia, alla maggioranza del pubblico italiano meno: a partire da Trina Robbins, segnalano gli organizzatori definendola “leggendaria”.

Immagini in alternativa al potere maschile 

Un momento: poco sopra si diceva che in qualche modo queste tavole si pongono come alternativa al potere esclusivamente maschile. Già, ma perché? Perché lo sguardo è diverso e, non ultimo, perché queste autrici spesso inseriscono temi o dettagli che a un uomo difficilmente passerebbero per l’anticamera del cervello. Volete un caso concreto? In una tavola Joyce Farmer, californiana del 1938 che dagli anni ’70 è stata una delle più innovative esponenti della cultura underground, domanda se le donne dopo la menopausa si eccitano sessualmente. La gentile nonna risponde convinta sì in un momento di eccitazione mentre scrive finché la vivace signora non viene interrotta da una telefonata da un/una nipote. D’altro canto, ci informano sempre le note, Joyce Farmer dal 1972 al 1987 ha creato la serie “Tits and Clits” (tette e l’abbreviazione di clitoride) per raccontare anche il sesso vissuto dalla parte delle donne. 

 

 

 

Dalle super eroine alla sessualità

Allora registriamo un dato di fatto: qui scorrono anche eroine e super eroine, territori ritenuti appannaggio del mondo maschile, e non solo storie intime, quotidiane. Già il fatto che vi siano tante autrici smantella il suddetto luogo comune, dettato spesso da scarsa conoscenza. Sempre gli organizzatori avvertono: in queste tavole troviamo “temi come amore, sessualità, creatività, discriminazione, indipendenza”, poi “la psichedelia degli anni ’70”, “il fumetto underground, fino alla scena contemporanea mainstream di Marvel e DC Comics”. Già, anche le super eroine. Come la Wonder Woman nella versione di Coleen Doran, autrice che crea storie e personaggi di fantascienza e in galassie dove la vita pulsa.

Tra Emil Ferris e Afua Richardson

Sia chiaro: chi fa critica del fumetto e gli editori e gli appassionati sapranno già tutto o quasi. Qua si discetta da profani e per chi non ha contezza di un fenomeno culturale che non a caso arriva in Italia in questi anni dove si spera la cultura vissuta stia lentamente spesso cercando di rompere barriere discriminatorie. Ad esempio Emil Ferris è un’altra illustratrice da tenere d’occhio: ha un tratto particolare, disegna ritratti e figure con testi scritti come se fossero appunti su un diario e sono lavori estremamente raffinati. Viene da Chicago, se vi incuriosisce saperlo.

È nata e cresciuta invece a New York, dove ha suonato come flautista nientemeno che alla Carnegie Hall, Afua Richardson: afroamericana, illustratrice e disegnatrice autodidatta, porta a Roma le inquietanti visioni notturne sulla saga di Batman come super-eroine afroamericane per la Marvel, tanto per dire che quello che era il tempio dei super eroi bianchi non è da un po’ di tempo più così “esclusivo”, nel senso proprio di escludere tra gli autori chi non è un maschio bianco.

Psichedelia e grande nord con Fiona Smyth

Viene da Toronto, Canada, Fiona Smyth, e impagina illustrazioni e storie che, da quanto si può vedere in rete, quando crea immagini fitte di decorazioni e dettagli rielabora in chiave molto personale suggestioni della cultura psichedelica anni ’60, dei nativi del grande Nord canadese (gli inuit), mentre in altre occasioni sceglie figure nitide, più lineari, e affronta un tema mica da poco: accettare gli altri e ancor prima accettare se stessi e riconoscere come ognuno di noi ha la sua bellezza, qualunque condizione abbia, anche quando magari sei su una sedia a rotelle e non rispondi ai canoni della moda o della pubblicità.

I turbamenti delle ragazze di Raina Telgemeir 

È pubblicata in Italia dall’editrice il Castoro e viene da San Francisco Raina Telgemeir, autrice che editore e Wikipedia ci informano vende vagonate di albi e che affronta storie di ragazze che vanno a scuola, che vedono fantasmi, di problemi di alimentazione o degli effetti della pubertà su una ragazzina. Dal tratto e da qualche tavola si capisce perché i suoi graphic novel piacciano tanto: in forma traslata, la 43enne Raina Telgemeir racconta nitidamente di problemi intimi e turbamenti di ragazze (e ragazzi) di tutto il mondo.

Quanto qui riferito può solo dare un’idea, imperfetta, di quante voci femminili abbia il fumetto nordamericano. Perciò a “Women in Comics” si potranno cogliere molti più stimoli di quanto non restituiscano queste parole. Concludiamo con un’ultima informazione: “Women in Comics” è stata allestita nel 2020 alla Galleria della Society of Illustrators di New York, associazione professionale fondata da Henry S. Fleming nel 1901, oggi diretta da Anelle Miller, “che, oltre alle mostre, dal 1959 ogni anno, produce e pubblica Illustrators Annual, considerato uno dei più importanti cataloghi di illustrazione del mondo”, ricordano i promotori.

 

 

Stefano Milianidi Stefano Miliani   
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