Il figlio di Madonna più furbo del pregiudizio, che vi piaccia o no abbiamo un artista

di C.S.

Voglio imparare tutte le regole prima di poterle infrangere

Rhed è un giovane artista ventunenne astro nascente del neo-espressionismo. I suoi quadri vengono venduti a botte di 25mila sterline l’uno.

Giovane ma a lavoro ormai da qualche anno, quando è entrato per la prima volta nella scena artistica londinese aveva solo diciotto anni. Era il 2018 infatti quando la Tanya Baxter Contemporary ha ospitato la sua prima mostra personale che qualcuno ha salutato come l’arrivo del nuovo Basquiat. I suoi dipinti hanno uno stile travolgente e “trasudano una miscela ttavolgente di innocenza e sicurezza”

Chi sia realmente Rhed non si sa, o meglio non si sapeva. Le informazioni a disposizione sulla sua vita erano poche: cresciuto tra New York e Londra ha frequentato le scuole d’arte Central Saint Martins e Royal Drawing School della capitale britannica. Per il resto nulla, un mistero nascosto dietro quattro lettere di pseudonimo.

Il gioco del mistero si è infranto pochi giorni fa quando la rubrica di gossip “PageSix” del NYPost ha svelato l’identità misteriosa del giovanotto: Rhed è Rocco Ritchie, figlio d’arte della divina Madonna e del suo ex marito Guy Ritchie. Certo, qualche dubbio agli esperti sarebbe potuto venire già dagli esordi, i due hanno infatti biografie identiche e Madonna e Guy sono stati orgogliosamente presenti ad ogni sua personale negli anni. Oggi, svelata la sua vera identità le considerazioni dei critici vanno tutte nella stessa direzione: siamo davanti ad un artista davvero interessante o alla solita raccomandazione di mamma e papà?

In realtà le bocche più autorevoli sembrerebbero confermare che Rhed/Rocco (forse da oggi abbandonerà lo pseudonimo) sia davvero un talento. Marvyn Davies, ex presidente della Royal Academy of fine Arts, non proprio un inesperto, ha descritto il ragazzo come uno dei pochi talenti che “sa far pensare e provocare emozioni.

Nei circoli dei collezionisti l’artista va per la maggiore, è ben valutato e apprezzato. Hanno davvero tutti preso un granchio? O forse i detrattori si sono lasciati accarezzare dal pregiudizio che un “figlio di” non possa che essere un raccomandato? Rocco deve aver immaginato che questo sarebbe stato il suo destino certo, bene ha fatto a tenere l’anonimato almeno fino a quando la sua immagine e il suo talento non si sono consolidati nell’ambiente artistico londinese.

L’oracolo del figlio d’arte, svuotato di identità e capacità, quello che se fa bene lo fa solo grazie alle sue origini e se non fa bene non riesce nonostante le sue origini, quello che comunque vada non avrà mai il merito del suo talento, stava per compiersi. Ma Rocco è stato più intelligente e ha fregato tutti.