Il dipinto di Klimt che è tutto un intrigo: la assurda storia del "Ritratto di Signora"

Scoperte misteriose, una giovane studiosa, un furto e infine il ritrovamento con la pretesa di una ricompensa. Se non fosse tutto vero sarebbe la trama di un film

Il dipinto di Klimt che è tutto un intrigo: la assurda storia del 'Ritratto di Signora'
di Camilla Soru

La storia del Ritratto di Signora inizia come qualsiasi altra banale acquisizione. Una collezionista, Giuseppe Ricci Oddi di Piacenza, che acquista nel 1925 un quadro. E' un ritratto, una donna di profilo che improvvisamente sposta il viso per guardare l'artista, come se l'avesse appena chiamata per nome. In tutto il dipinto si legge la potenza del suo autore: il pittore Viennese Gustav Klimt.

Per anni il quadro ha dato sfoggio di sé sulla parete della Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, bellissimo come tanti altri. Fino a quando i riflettori si accendono e le luci proiettano un cono luminoso che colpisce il quadro e una ragazza di appena diciotto anni, Claudia Maga, prossima alla maturità. Claudia nei suoi studi di liceale si imbatte in una foto in bianco e nero, è un quadro di Klimt perduto ormai da almeno 80 anni. Lo osserva, lo sente familiare. E' certa che quella foto le stia dicendo molto di più. Si accorge che postura e sguardo sono troppo simili a quelli del quadro esposto nella galleria della sua città.

Forse è un doppione, si dice. Ma vuole andare a fondo e ottiene di poter osservare da vicino il "Ritratto di Signora" esposto a Piacenza. E qui l'intuizione: il quadro di Klimt perduto, una donna sciantosa con un enorme cappello, non è mai stato perduto. Quel quadro è un cosiddetto "pentimento", l'artista - maturato - lo ha rettificato, modificato. Claudia manifesta la sua intuizione al vice direttore della galleria che le da fiducia. Il quadro viene portato all'ospedale di Piacenza e i raggi x confermarono la tesi di una ragazzina brillante e curiosa. Euforia e promesse di una borsa di studio e di una carriera assicurata nel mondo accademico.

Durerà appena qualche mese perché dopo pochissimo il quadro viene rubato. Le luci si spengono, sparito il quadro sparita la ricerca. Claudia tornerà alla sua vita e del Ritratto di Signora non si saprà mai più nulla.

Ma, come nei migliori film, facciamo un salto in avanti, vent'anni per la precisione, e facciamo entrare in scena due eroi per caso. I due giardinieri della galleria d'arte che, potando un'edera, ritrovarono il "Ritratto di Signora" di Klimt. Era in un sacco dell'immondizia nascosto in un vano dietro una siepe. Immobile per vent'anni. Cristallizando vita e entusiasmi non si era mai mosso dalla sua casa.

C'è tutto quello che serve per una sceneggiatura, compresi il riscatto di una ricompensa. Quella che Stole Koteski e Maksym Mahlyuk, i due giardinieri, chiedono alla Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi.

La richiesta è partita da cento mila euro, si sa poco ma pare siano già scesi, forse, a cinquanta mila. Quello che è certo è che l'11 ottobre dell'anno scorso i due giardinieri avrebbero formalizzato la richiesta con una lettera e che Claudia Maga, oggi quarantenne, chiede a gran voce di poter rivedere il suo dipinto del cuore.