Donne, sesso, violenza e potere: l'altra storia di Pompei

Un originale documentario in sala a fine novembre e in digitale. Il regista Pappi Corsicato: “Nella sessualità spinta ed eterogenea c’era più libertà di oggi, anche se poi degenerava”. Isabella Rossellini voce narrante: “Lussuria, crudeltà e inganno negli affreschi pompeiani”

“Dietro la raffinatezza dei pompeiani amanti dell’arte e dell’architettura c’è una città di dissolutezza trasgressione, erotismo e superstizione”. Ancora: “Le leggende di Leda sono caratterizzate da lussuria, crudeltà e inganno, tratti comuni negli affreschi pompeiani”. Se non lo avessimo capito: “Le vedute di una civiltà pagana possono apparire peccaminose, perverse, persino sinistre nelle divinità vendicative, tra sesso e bestialità”. Il soggetto è Pompei, la voce è di Isabella Rossellini che tra strade in basalto e domus esplora la città-simulacro distrutta nel 79 d.C. e davanti alla cinepresa disegna un quadro complesso, anche contradditorio. “Anche se assoggettate agli uomini  le donne riescono a diventare potenti e indipendenti dal punto di vista economico e non accadrà più fino al XX secolo”.

L’attrice è voce narrante del film “Pompei Eros e mito”. Dimenticate il consueto documentario sulla civiltà pompeiana o sulla devastazione del vulcano. Non che sia una storia diversa né sconosciuta, però il racconto si focalizza su alcuni temi precisi: le donne, miti come quelli di Leda e il Cigno o di Arianna e Teseo, il sesso, i gladiatori, l’omosessualità.

Firma la regia Pappi Corsicato. Votato anzi tutto al mercato internazionale, il documentario arriverà nelle nostre sale il 29, 30 novembre e 1° dicembre, lo hanno prodotto Sky, Ballandi e Nexo Digital, vede il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e la partecipazione del Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove sono custodite nel cosiddetto “Gabinetto segreto” sculture e brani d’affresco pompeiani ad alta caratura erotica. “Una sessualità così spinta ed eterogenea in un’accezione più positiva ci fa capire che c’era maggiore libertà. Certo poi degenerava e diventava qualcosa di cruento e brutale come dicono gli autori del documentario, il sesso con un animale diventava perfino uno spettacolo teatrale”, dice a Tiscali Cultura il regista, napoletano del 1980, autore di film, videoclip, regie d’opera e teatro, una trentina di documentari d’arte.  

Clicca qui per il Parco archeologico di Pompei

La leggenda di Leda e il cigno: stupro o rapporto consenziente? 

In un racconto al di là dei tracciati più battuti e Isabella Rossellini interpreta con raffinatezza il suo ruolo senza rinunciare occasionalmente a un sano tocco di malizia con occhiate di irresistibile simpatia. Né l’attrice né gli autori dimenticano che le storie possono avere più sfaccettature. “Uno dei miti più rappresentati a Pompei è la leggenda di Leda e il cigno”, vale a dire il congiungimento tra il re degli dèi trasformatosi nel volatile bianco per possedere la regina di Sparta. “Da alcuni la storia è considerata un rapporto consenziente, da altri uno stupro – ricorda Isabella Rossellini - Le leggende di Leda sono caratterizzate da lussuria, crudeltà e inganno, tratti comuni negli affreschi pompeiani”.

 

Un'immagine dal film "Pompei Eros e Mito"

 

Fu un rapporto amoroso o violento? “Rimane uno di quegli argomenti molto spinosi e complicati – commenta Corsicato – Vediamo Leda attratta da un cigno, non da un uomo il quale deve mascherarsi da qualcosa di più bello e puro per farsi accogliere. Leggerei il mito con un’altra ottica. Un dio si trasforma in cigno per essere amato da una regina e questo la dice lunga: bisogna apparire diversi da quello che si è, anche in maniera ingannevole”. A suo modo di sentire il consenso c’è stato o meno? “Secondo me non è l’argomento – risponde il regista - Ne sono state date varie interpretazioni: lei lo scansa, lei lo accoglie. Trovo interessante la finzione, il mascheramento, il simulare, il presentarsi diversi o migliori da quello che si è. C’è un’alterazione e a me diverte più pensare che ci sia un gioco in maschera che pensare allo stupro o alla consensualità”.

Clicca qui per il Museo archeologico nazionale di Napoli

Le donne: dalla tenutaria del bordello a Poppea 

Accanto ai miti la narrazione focalizza lo sguardo sul ruolo delle donne. Cita la tenutaria di un bordello, un’autentica imprenditrice, e Poppea, che eresse una bellissima villa nella vicina Oplontis, divenne la seconda moglie dell’imperatore Nerone e lo storico Tacito ne fornì un ritratto al vetriolo di donna ambiziosa e pronta a tutto. Sulla scorta di vari studiosi “Pompei eros e mito” restituisce invece una personalità complessa. “C’erano più tipologie di donne – ricorda Pappi Corsicato - da quelle più manageriali a quelle che utilizzavano il sesso, machiavelliche, strateghe”. Il film vuole “dare un’idea della donna non degradata ma realistica. Come accade oggi c’era una grande competizione, non era un rapporto paritetico con gli uomini per cui farsi spazio richiedeva grande personalità e lucidità. Ma non bisogna leggere per forza il potere come qualcosa di brutale e mostruoso: esiste e si porta avanti un proprio desiderio”.

Clicca qui per Nexo Digital 

Il risentimento verso le donne

In una delle interviste a stdiose e studiosi Ellen O’Gorman, professoressa di studi classici all’Università di Bristol, parlando di Poppea riflette che per ogni donna di successo c’è qualcuno che prova risentimento. “Oggi credo che il risentimento sia “perché lei e non io, perché lui e non io”, non lo vedo legato al sesso quanto a chi ha più possibilità. Ma non voglio né penso si possa generalizzare – commenta Pappi Corsicato. C’è gente che sarà dispiaciuta per le donne al potere e altri uomini saranno supercontenti. Magari ai giovani non frega niente”.

I giovani nel bosco

Sono dei giovani coloro che si incontrano non tra le rovine bensì in un bosco d’autunno. Vestono abiti del nostro tempo Arianna, la donna che con il suo filo consente all’eroe Teseo di ritrovare la via e uscire vivo dal labirinto dove abitava il minotauro appena ucciso ma lui, pavidamente, mollerà la ragazza innamorata mentre dorme con la testa su un tronco (il mito compare in un affresco pompeiano). Arianna non subirà però la sorte della sedotta e abbandonata e ricambierà l’amore del dio Dioniso.

Clicca qui per il Cratere degli Astroni 

Sono giovani anche i gladiatori in pausa nel bosco, star dell’epoca finché campavano, ripresi con gesti e cenni che ricordano l’opera lirica. “Il bosco – spiega il regista - mi sembrava un modo diverso per raccontare quegli aneddoti, non volevo fare ricostruzioni in peplum ma usare una chiave più contemporanea. È il bosco degli Astroni, una riserva naturale incontaminata in un cratere spento nella zona dei Campi Flegrei”. Quell’ambiente conferisce un tono quasi da fiaba a una narrazione densa di fatti crudi. “Ho voluto creare un luogo sospeso con personaggi antichi che rappresentano qualcosa di ancestrale”, riflette il regista. Che su Pompei conclude: “Per me rimane un posto al quale si dà un valore epico, fantastico, misterioso, ti fa capire che la vita è eterna e la morte è eterna, evoca talmente tanto nell’immaginario da diventare mitologica esso stesso”.

Clicca qui per Sky

La colonna sonora è del compositore e pianista Remo Anzovino. Il titolo sul mercato internazionale è “Pompeii. Sin city”. Nel film compaiono interviste a Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei dal 2014 al 2020; Andrew Wallace-Hadrill, professore emerito di studi classici all’Università di Cambridge; Catharine Edwards, docente di studi classici e storia antica nell’ateneo di Londra; Darius Arya, direttore dell’American Institute for Roman Culture; a Ellen O’Gorman, già citata e che insegna a Bristol. Il progetto è di Nexo Digital.