'Piazze d'Italia', da metafisica De Chirico alla pandemia

'Piazze d'Italia', da metafisica De Chirico alla pandemia
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 08 APR - L'arte di Giorgio de Chirico al tempo della sospensione e del disorientamento che stiamo vivendo in questi giorni di isolamento per la pandemia viene indagata da letterari, storici dell'arte, filosofi, architetti e urbanisti per 'Piazze d'Italia', il progetto della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, su invito della direttrice Cristiana Collu. "Ma dove sono finiti tutti? sono altrove oppure sono dentro questi edifici e tutto ci appare sospeso, vuoto…" sono queste le parole scelte dalla Collu che aprono il nuovo video https://youtu.be/or4W6HXX9N4 pubblicato sul canale YouTube del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Le piazze italiane, oggi vuote, immobili e silenziose, dove il tempo sembra essersi fermato, molto hanno in comune con le piazze metafisiche di De Chirico, custodite alla Galleria nazionale. Sono quelle piazze che, in un continuo gioco di analogie e rimandi tra arte e realtà hanno ispirato i testi di Gabriele Simongini "Il presagio delle Piazze d'Italia", Fabio Benzi "Le Piazze d'Italia e Gli archeologi, Paolo Picozza "Le Piazze d'Italia, La metafisica ai tempi del Coronavirus", Marcella Cossu "La visione pittorica di Giorgio de Chirico", Franco Purini "In attesa della arti", Franco Rella "Nel tempo senza tempo", Valerio Paolo Mosco "Piazze d'Italia", Valeria Lupo "Le Piazze d'Italia di de Chirico e le città del silenzio", Massimo Licoccia "La piazza dell'architetto e dell'artista", Andrea Cortellessa "La natura convalescente" e Anton Giulio Onofri "Roma città chiusa". Il risultato è una profonda riflessione sul vuoto urbano e la sospensione temporale, due concetti che per questo progetto pubblicato sul blog della Galleria nazionale (https://lagallerianazionale.com/2020/03/18/piazze-d-italia/) sono vicini alle atmosfere di De Chirico. Questo e molti altri progetti digitali delle istituzioni culturali italiane sono su www.beniculturali.it/laculturanonsiferma. (ANSA).