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“Dal Cuore alle Mani: Dolce&Gabbana”, una trama lunga una vita che sfida il tempo. Gli stilisti e il made in Italy

Palazzo Reale ospita fino a luglio la visione di Dolce&Gabbana. Un viaggio tra le molteplici fonti di ispirazione dei due celebri stilisti, legate a doppio filo alla storia del nostro Paese

Giacomo Pisanodi Giacomo Pisano   
“Dal Cuore alle Mani: Dolce&Gabbana”, una trama lunga una vita che sfida il tempo. Gli stilisti e il made in Italy

Ha un titolo poetico la mostra ospitata nel Palazzo Reale di Milano fino al 31 luglio: “Dal Cuore alle Mani: Dolce&Gabbana”, un tributo alla creatività dei due stilisti e della cultura italiana che, nella loro produzione, ha un’impronta fortissima. Un titolo azzeccato per descrivere un percorso artistico che proprio nelle radici dell’italianità trova ispirazione e linfa.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana, una storia italiana

Innamorati del “fatto a mano”, interpreti di una tradizione che abbraccia cultura popolare, arte, musica e letteratura, i due stilisti hanno saputo tradurre questo sentimento e i contrasti in seno all’essere italiani realizzando collezioni eclettiche sempre in bilico tra vestibilità e spettacolarità, con un forte richiamo al cinema. Questa caratteristica così marcatamente visuale accompagna la produzione pluridecennale del brand che, nel tempo, ha saputo far dialogare in modo efficace tradizione e innovazione aprendo la sapienza sartoriale al fascino della contemporaneità.

La mostra

Promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e IMG, la mostra è curata da Florence Müller, docente e autrice di fama internazionale e si muoverà da Milano alla conquista del mondo seguendo un itinerario internazionale che includerà alcuni dei centri culturali più importanti al mondo. L’esposizione comincia negli spazi esterni al museo con una serie di opere d’arte digitale realizzate tra gli altri da Felice Limosani, Obvious Art, Alberto Maria Colombo, Quayola, Vittorio Bonapace e Catelloo. Le dieci sale dedicate al brand sono ricche di scoperte e conferme: dalla ricostruzione degli ambienti sartoriali fino all’esposizione di abiti che, divisi per sezioni, raccontano le influenze e le suggestioni che rendono le creazioni uniche e identitarie. Un grande spazio è dato alla Sicilia, terra natale dei due creativi, luogo di incontri di popoli e di arti che spaziano dal mozarabico al barocco e che si esprime nelle maioliche, nei colori e nelle decorazioni.

Anche Venezia e i suoi vetri impareggiabili sono rappresentati, così come l’Opera e il cinema, ad esempio nella sala dedicata al ‘Gattopardo’ di Luchino Visconti. Anche l’oreficeria è protagonista in questo percorso dell’eccellenza: il Cuore Sacro, le croci, i rosari e tutto ciò che è devozione sono raccontati con grazia, alternando il fascino del nero ai bagliori dell’oro.

Il viaggio tra le molteplici fonti di ispirazione dei due celebri stilisti, legate a doppio filo alla storia del nostro Paese, che spaziano dall’arte all’architettura, dalla musica al cinema – ha dischiarato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – è uno straordinario spettacolo in cui l’abito, magnifico, è però solo uno degli elementi espressivi di una visione più alta, più completa e più grande”.

Un’imperdibile occasione per immergersi nella realtà di un marchio che del made in Italy ha saputo tenere alto il vessillo, aprendosi al mondo senza mai dimenticare le proprie radici.

Giacomo Pisanodi Giacomo Pisano   

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