Il Giardino di Boboli torna agli antichi splendori grazie ai ricchi imprenditori: i vantaggi dell'art bonus

Un masterplan da 50milioni di euro è stato presentato in questi giorni a Firenze. Parte dell'investimento lo farà il comune, il resto? Intervengano i ricchi imprenditori

di Tiscali News

Chi è passato a Firenze almeno una volta nella vita non si sarà privato di una passeggiata nello storico giardino granducale di Palazzo Pitti, oggi Giardino di Boboli, esempio sovrano di giardino all’italiana nel mondo intero. Un vero e proprio museo a cielo aperto che ogni anno accoglie quasi un milione di visitatori. Sarà per gli stili che si intrecciano, testimonianza dei vari periodi in cui il giardino è stato costruito e ampliato, per i giochi d’acqua di fontane e laghetti, per le statue e i vialetti in ghiaia o per la meravigliosa kaffeehaus dove Pietro II si intratteneva con la sua corte a bere il caffè secondo la moda del tempo, ma la visita al giardino è un respiro di storia e abitudini che riempie gli occhi di bellezza.

In questi giorni è stato finalmente presentato il grande piano di valorizzazione dei 33 ettari del Giardino di Boboli, con un investimento di circa 50 milioni entro il 2030. Arrivano quaranta progetti, che vanno dai restauri architettonici alle nuove aperture, dal ripristino di sculture e fontane alla creazione di nuovi servizi.

Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha detto che 'Boboli 2030' non è "un ghiribizzo o una lista di buone intenzioni", è "un impegno concreto, che nei prossimi otto anni sarà realizzabile e realizzato. La prospettiva non è solo riportare Boboli alle glorie dei tempi dei Medici e dei Lorena, ma andare oltre, rendendolo il miglior museo all'aperto al mondo".

Tra gli altri interventi appena conclusi o in via di conclusione c'è il restauro della Fontana delle Scimmie, la ristrutturazione della prima parte del Giardino dei Principini, ma anche l'installazione di una nuova segnaletica e di un impianto di video sorveglianza. Lavori conclusi anche per il Giardino della Camelie che ha visto, oltre al consolidamento strutturale delle murature, il restauro delle sculture e dei dipinti murali, ma anche la realizzazione di un nuovo impianto di irrigazione per il mantenimento delle 39 varietà di camelie.

Tra i prossimi progetti in partenza spicca la costruzione di un ascensore che collegherà il Cortile dell'Ammannati con il Mezzanino della Muletta e l'Anfiteatro di Boboli; la rimessa in funzione del palazzetto al Prato dei Castagni, che prevede una ludoteca, una gelateria-caffetteria e una grande terrazza esterna; la ristrutturazione della Vasca del Nettuno e di quella dell'Isola, con il ripristino dei giochi d'acqua; e il restauro delle oltre 300 statue.

Nuove aule, laboratori, uffici e sale studio sorgeranno poi nella Palazzina di Annalena, destinata al dipartimento per l'educazione. In programma c'è anche il restauro delle Pagliere, l'edificio collocato nel cuore del giardino delle Scuderie Reali, in cui sorgerà anche un'area bar, un deposito per la collezione di tappeti e arazzi e uno spazio espositivo che diventerà il centro delle Gallerie per le mostre temporanee. L'ultima fase del progetto Boboli 2030 passerà per la riqualificazione degli accessi di Forte Belvedere, Porta Romana e La Specola; il restauro integrale dell'Anfiteatro e del Prato delle Colonne; la ristrutturazione della Palazzina di Giove e della Vecchia che diventerà un grande laboratorio di restauro.

Gli interventi saranno portati a termine grazie a un investimento annuale di 6-7 milioni con risorse provenienti dai biglietti del complesso museale. Ma il sindaco Dario Nardella ha parlato anche di risorse di finanziatori lanciando "un appello a tutti i privati per usare la possibilità dell'art bonus" la misura a sostegno del mecenatismo in favore della cultura e dello spettacolo attraverso il credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro. "Il nostro obiettivo a Firenze - prosegue Nardella - è proprio di raddoppiare le risorse dell'art bonus nei prossimi tre anni, spero che molti privati possano contribuire così al masterplan" di Boboli.