Jago e la sua Pietà che scandalizza: cosa ci spaventa in un padre che ha il coraggio di soffrire

"Quest’opera verrà frantumata dal sangue di Cristo": il fondamentalismo religioso di una fedele in visita alla Chiesa degli Artisti dove è esposta l'opera dello scultore

di Camilla Soru

L’immenso lavoro di Jago, la Pietà esposta nella chiesa di Santa Maria in Montesano, la famosa Chiesa degli Artisti a Roma, visitabile fino al 28 febbraio, riceve quasi un anatema da parte di una fedele incapace di capirne il forte valore artistico. Una frase degna del peggiore estremismo religioso e una gran confusione tra la riproduzione di un’immagine da adorare e la riproduzione di un’immagine che incarna un sentimento e che ha un enorme valore simbolico.

IL FATTO

Con un video pubblicato stamattina sulla sua pagina Facebook Jago, nome d’arte dello scultore trentaquattrenne di Anagni Jacopo Cardillo, ci rende partecipi di uno scambio di vedute avuto con una fedele in visita alla chiesa romana che ospita la sua Pietà. La donna legge qualche passo della Bibbia rivolta all’artista: “Allora Gesù rispose, vattene Satana nel nome di Gesù Cristo. Sta scritto infatti: il Signore Dio mio solo adorerai, a Lui solo renderai culto”.

Ma una statua posta all’interno di un luogo di culto deve necessariamente rappresentare una figura da adorare o può invece offrire uno spunto per riflettere sui sentimenti umani più alti come ad esempio la pietà e il dolore? Jago chiede aiuto alla scettica: “Secondo lei cosa si dovrebbe fare con quest’opera? Secondo lei, almeno così mi aiuta, cosa dovrebbe succedere a quest’opera?

Questa opera verrà frantumata con il sangue di Cristo

LA PIETA’

Il nuovo Michelangelo, conosciuto e stimato in tutto il mondo - tantissime le sua collaborazioni con le più prestigiose scuole d’arte, dagli States al Giappone - ha tirato fuori la sua Pietà da un blocco di marmo bianco da 6 tonnellate. All’interno del suo laboratorio nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi nel rione Sanità di Napoli, ha immortalato i passi che hanno trasformato la materia fredda in dolore.

C’è sempre molto di sacro nelle sue opere, del resto è l’unico artista ad avere lo studio in una chiesa barocca ancora consacrata, una voglia costante di dialogare con i classici calando però i loro spunti e i loro insegnamenti nella contemporaneità del suo tempo. Così la Pietà non è più solo Maria che tiene in braccio Gesù morto, la Pietà è ogni padre che seppellisce un figlio troppo presto, ogni medico che dichiara la morte di un paziente. La Pietà siamo tutti noi e la nostra sofferenza e incredulità davanti alla morte.

Jago si ispira all’arte rinascimentale sottolineando però fortemente le sue distanze: se prima sofferenza e dolore erano appannaggio delle figure femminili, oggi l’artista concede anche agli uomini il crollo emotivo. Privati da qualsiasi forma di estetico machismo i suoi maschi perdono il corpo statuario, il tono muscolare, la bellezza e il vigore e lasciano spazio a corpi svuotati di energia in cui la prostrazione fisica ed emotiva è il fulcro del messaggio. Uomini che sono obbligati a mostrarsi vecchi e addolorati fino alla trasfigurazione del volto.

La potenza di questo giovane artista, che riesce ad avvicinare i ragazzi all’arte, che comunica con gli strumenti di oggi e si filma ogni volta che crea perché: “pagherei per poter vedere un video di Michelangelo all’opera”, è ormai accettata dalla critica internazionale. Fuori dalla Chiesa degli Artisti per poter ammirare la sua opera la fila è sempre presente.

“Questa opera verrà frantumata con il sangue di Cristo” sentenzia la fedele. "Anche se abbiamo chiavi di lettura diverse, siamo tutti d’accordo che presto o tardi, in un modo o nell’altro, quest’opera verrà frantumata” commenta l'artista, con una previsione poetica che ci ricorda che nulla è per sempre.