Artemisia Gentileschi, la violenza sessuale e le artiste discriminate dalla Storia: la mostra imperdibile

La mostra a Palazzo Reale di Milano svela i talenti al femminile: ecco come visitarla subito virtualmente. In esposizione 130 opere di 34 "Signore dell'arte" vissute tra Cinquecento e Seicento

Elisabetta Sirani Porz ia che si ferisce alla coscia , 1664 Olio su tela, 101x138 cm Bologna, Collezione d’arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Essere artiste in un mondo di uomini non dev'essere stato facile. Eppure qualcuna è riuscita ad affermarsi, a vincere gli stereotipi che le volevano relegate in casa all'ombra di padri e mariti e far giungere la sua voce sino a noi. A queste artiste, vissute in Italia in un momento storico in cui pittura e scultura erano cose da maschi, è dedicata una sorprendente mostra, “Le signore dell'arte. Storie di donne tra '500 e '600'” in queste settimane al Palazzo Reale di Milano.

L'esposizione è una delle tante mostre 'dormienti' negli spazi museali italiani: da quando, oltre un anno fa, l'emergenza sanitaria ha sconvolto le nostre vite, il mondo della cultura si è fermato, i musei hanno chiuso le porte e tantissime attività sono rimaste ferme o riaperte saltuariamente. La mostra a Palazzo Reale è tra queste. E però, anche se non possiamo vedere con i nostri occhi dipinti e sculture nei corridoi di Palazzo Reale, possiamo ammirare i capolavori a distanza grazie a un bel programma di visite virtuali, per gruppi o visitatori singoli, curati da guide ed esperti d'arte.

La visita. 

Ci muniamo di biglietto virtuale e partiamo alla scoperta di un mondo semisconosciuto, quello delle artiste italiane vissute nelle più importanti città d'arte tra il Cinquecento e il Seicento. Sono anni di grande fervore culturale: in Italia si affermano le corti rinascimentali che fanno della cultura e dell'arte un simbolo di potere. Immagini e miti vengono reinterpretati dalle casate ricche e nobili per affermarsi, stabilire alleanze, creare ponti nella storia tra passato e presente. Di questo incredibile e vivace momento creativo i manuali di storia dell'arte hanno conservato i nomi di decine di uomini tra pittori, architetti, scultori che hanno raggiunto fama e gloria, ma hanno trascurato le tante donne che si sono distinte accanto a loro.

La mostra curata da Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Taipié, con un prezioso lavoro di ricerca e ricostruzione, ci restituisce il nome di 34 artiste che con oltre 130 opere arrivate da musei e collezioni private da città e paesi diversi tra cui Firenze, Napoli, Milano, Torino, Bologna, Sicilia, Polonia, Francia e Libano mostrano talento, tecnica e carattere. C'è il nome, in verità già noto, di Artemisia Gentileschi, la cui drammatica vicenda personale, uno stupro subito da un amico del padre con successivo processo, l'ha resa tristemente famosa insieme ai suoi dipinti; e poi ci sono quelli meno noti di Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni, Claudia Del Bufalo e altre. In mostra nel museo milanese anche opere mai esposte prima: la pala d'altare della Madonna dell'Itria di Sofonisba, ad esempio, non aveva mai lasciato Paternò, in Sicilia, e lo stesso vale per la pala d'altare della Madonna Immacolata con San Francesco a Palermo, unica opera attribuita con certezza a Rosalia Novelli.

Le sezioni e le artiste. 

L'esposizione è articolata in cinque sezioni: la prima è dedicata alle artiste negli scritti di Giorgio Vasari, autore di 'Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori'. Tra i nomi ricordati dal Vasari ci sono Properzia De RossiSofonisba Anguissola, il cui padre Amilcare inviò al grande Michelangelo suo disegno che raffigurava un puttino piangente; Sofonisba catturò l'attenzione di un altro importante artista dell'epoca, Anton Van Dick, che andò da lei per consigli di pittura.

La seconda sezione è riservata alle artiste nobildonne: secondo “Il Cortegiano”, opera che Baldassar Castiglione pubblicò nel 1528, le donne dovevano saper leggere, tenere una conversazione, suonare uno strumento musicale e dipingere. Non erano poche, allora, le famiglie nobili che sostenevano queste inclinazionui; tra queste emersero Claudia Del Bufalo, Lucrezia Guistelli, la ricamatrice Caterina Cantoni e Irene di Spilimbergo, di cui non abbiamo opere ma che conosciamo per il ritratto di Silvestro Lega che la raffigura accanto a Tiziano.

La mostra si snoda poi attraverso le sezioni 'Artiste in convento', 'Storie familiari', 'Accademiche' e infine l'ultima dedicata interamente ad Artemisia Gentileschi. Artista di grande talento, è considerata ancora oggi un simbolo di consapevolezza, ambizione ed emancipazione; la sua vicenda personale, con lo stupro subito a 18 anni da un amico del padre, anch'egli pittore, ne hanno fatto emblema di coraggio grazie anche al drammatico processo che ne seguì. La sua tenacia negli studi la portò fino all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dove all'epoca erano ammessi quasi esclusivamente uomini, e arrivò a frequentare i salotti di Roma, Venezia e Londra fino a Napoli, dove morì nel 1654. Tra le opere in mostra, 'Davide con la testa di Golia' (circa 1631) da collezione privata, 'Maddalena penitente' (1627) dal Museo di Terranova a Sorrento.

La visita si chiude con una bellissima Maddalena firmata ancora da Artemisia, arriva dalla collezione della famiglia libanese Sursock: mostra ancora i segni della tragica esplosione al porto di Beirut dell'agosto scorso, a causa della quale morirono oltre duecento persone. 

 

(foto di anteprima: Elisabetta Sirani, Porzia che si ferisce alla coscia, 1664 olio su tela, 101x138 cm Bologna, Collezione d’arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna)