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Arte e protesta, chi sono gli attivisti per l'ambiente che manifestano nei musei

L'ultima azione agli Uffizi di Firenze con la "Primavera" di Botticelli, ma è successo a Madrid, Londra, Glasgow, Manchester: le opere d'arte fanno da megafono alle manifestazioni dei giovani attivisti

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   
Arte e protesta, chi sono gli attivisti per l'ambiente che manifestano nei musei

L'arte ha da sempre veicolato messaggi al di là del suo valore formale e stilistico, e sin dalle sue prime espressioni l'uomo ha cercato di raccontare la politica, la società, le infinite contraddizioni degli individui con la pittura, la scultura, il disegno, la danza e la musica. Capita però che l'opera d'arte venga usata come sfondo per amplificare temi e questioni che con l'arte hanno poco a che fare: è accaduto pochi giorni fa alla celebre “Primavera” di Sandro Botticelli custodita agli Uffizi di Firenze, che durante una mattina di visite come tante è stata utilizzata da tre attivisti per una singolare manifestazione di protesta in favore dell'ambiente. Non è la prima volta, non sarà l'ultima: il nostro patrimonio artistico riesce a catturare l'attenzione e il cuore delle persone come poche altre cose al mondo, ed è per questo che sempre più spesso viene scelta per accompagnare manifestazioni di dissenso non violento da parte di movimenti ambientalisti e pacifisti. Solo nell'ultimo mese è successo anche a Madrid, Londra, Manchester e Glasgow.

L'azione andata in scena venerdì nel museo fiorentino ha visto protagonisti tre giovani del collettivo Ultima Generazione che, dopo aver acquistato il biglietto per la visita sono entrati nella Sala Botticelli; davanti agli occhi increduli degli altri visitatori due di loro si sono cosparsi una mano di colla e si sono “incollati” al prezioso dipinto della “Primavera”, protetto da un vetro, mentre la terza ragazza riprendeva la scena con uno smartphone e aiutava i due a esporre uno striscione con la scritta “Ultima generazione No Gas No Carbone”. “Al giorno d'oggi è possibile vedere una primavera bella come questa? Incendi, crisi alimentare e siccità lo rendono sempre più difficile. Abbiamo deciso di usare l'arte per trasmettere un messaggio d'allarme: stiamo andando verso un collasso eco-climatico e sociale”, hanno detto i ragazzi durante il blitz, prima di essere portati via dai responsabili della sicurezza del museo. Nessun danno al dipinto, confermano dagli Uffizi, ma i tre sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata e deturpamento o imbrattamento di cose.

La stessa azione, questa volta firmata dal gruppo inglese Just Stop Oil, è andata in scena il 29 e 30 giugno e il 1 luglio in altri tre musei: gli attivisti si sono “incollati” alla cornice dei “Peschi in fiore” di Vincent Van Gogh alla Courtauld Gallery di Londra, a un paesaggio scozzese dipinto da Horatio McCulloch in una galleria di Glasgow e a un'opera di William Turner nelle sale della Manchester Art Gallery.

La protesta di Just Stop Oil davanti al quadro di Van Gogh

Se l'ambiente e il cambiamento climatico sono al centro delle proteste degli italiani Ultima Generazione e degli inglesi Just Stop Oil, il collettivo internazionale Extinction Rebellion si batte contro la guerra, gli eccessi del capitalismo, le ingiustizie. Lo scorso 27 giugno una trentina di attivisti ha occupato la grande sala del “Guernica”, celebre dipinto di Pablo Picasso custodito nel museo Reina Sofia di Madrid, e mentre quattro di loro simulavano un brindisi sulle note della Terza Sinfonia di Brahms gli altri si accasciavano a terra fingendosi morti: con loro anche rappresentanti di Friday for Future, insieme protestavano contro la guerra e in particolare contro la decisione del museo di accogliere una delegazione di membri della Nato in occasione di un vertice a Madrid.

In nessuna di queste azioni il patrimonio artistico è stato danneggiato, e ovunque la protesta, che ha visto coinvolti giovani e giovanissimi, si è chiusa in pochi minuti, salvo le normali verifiche per la sicurezza nelle ore successive. In tutte le occasioni la scelta del quadro non era casuale: "Nella Primavera di Botticelli - si legge in un post di Ultima Generazione - sono rappresentate con una finezza di particolari che rasenta l’enciclopedico più di 500 specie botaniche che fioriscono proprio nei mesi della primavera. Non c’è solo immaginazione, non ci sono solo la Primavera e gli spiriti del testo ovidiano, ma c’è anche la realtà che Botticelli aveva studiato, visto, sentito. C’è una realtà che noi stiamo rischiando di perdere".

L'obiettivo è stato raggiunto: lanciare un messaggio e fare in modo che arrivasse a più persone possibili sfruttando la celebrità delle opere d'arte. Ovunque, da Londra a Firenze, da Glasgow a Madrid è risuonata una voce sola: il pianeta è in pericolo.

 

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   

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