Tra Marilyn e Giacomelli, Senigallia è campionessa della fotografia

La città pullula di mostre: dalle dive di Milton H. Greene al fotografo marchigiano. Spiega il perché Cicconi Massi, vincitore del premio Fiaf. I link

Marilyn Monroe e Audrey Hepburn fotografate da un grande dello scatto di moda e star come Milton H. Greene in una mostra a Palazzo Baviera a Senigallia. Nel cinquecentesco Palazzo del Duca un fotografo inventivo quale era il senigalliese Mario Giacomelli ha uno spazio espositivo permanente titolato «Il realismo magico di Mario Giacomelli», con un’ottantina di scatti della Civica Raccolta scelti dalla nipote Katiuscia Biondi. E in una mostra fino al 26 settembre l'autore viene accostato a un dirompente pittore del ‘900 e suo amico, il maestro dell’Informale Alberto Burri. Nel privato Spazio Piktart affianca ancora Giacomelli il fotografo Pino Dal Gal, entrambi con sequenze sui mattatoi che magari indurranno qualcuno a rinunciare al consumo di carne. In piazza si tiene la Biennale di fototografia di Senigallia.  La Rocca Roveresca della Direzione regionale musei Marche propone scatti di Mario Cresci, vivace sperimentatore in piena attività. Accade tutto a Senigallia, sulla costa marchigiana. Non bastasse la Fiaf, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, sabato 17 a Bibbiena nel Casentino consegna il premio del fotografo del 2021 a Lorenzo Cicconi Massi che, lo avrete già capito, è del centro adriatico.

Senigallia Città della fotografia dal 2018

Come mai questa cittadina della provincia anconetana pullula di tante iniziative intorno alla fotografia? Che succede? Una mania collettiva? Succede che qui vive una lunga tradizione maturata negli anni Cinquanta e che nel 2018 ha visto un riconoscimento consistente mentre il Comune si impegnava da tempo su questo fronte: la precedente giunta della Regione Marche (di centro sinistra) ha riconosciuto con una legge regionale del 17 maggio il Comune di Senigallia “Città della fotografia” (clicca qui per la legge della Regione Marche).

Lorenzo Cicconi Massi: «Nel segno di Giacomelli»

«Sono nato nel 1966 e cresciuto a Senigallia – racconta Cicconi Massi a Tiscali Cultura – La cultura fotografica qui ha una lunga storia. A metà anni 50 vi si trasferì con la famiglia Giuseppe Cavalli, un avvocato di Lucera. Era un intellettuale della fotografia oltre che gemello di Emanuele Cavalli, pittore della scuola romana. Lui e i pochi appassionati di allora, tra cui un giovanissimo e inesperto Mario Giacomelli e l’avvocato Ferruccio Ferroni, costituirono una sorta di cenacolo. L’idea di Cavalli era portare la fotografia, allora vista con sospetto in Italia, al pari delle altre arti partendo dall’assioma che non è importante il soggetto quanto il sentimento espresso. Era il Gruppo Misa, dal nome di un piccolo fiume che divide in due la città. Durò poco ma fu molto attivo nello scambio di idee». Giacomelli non si legò molto al gruppo. «Se ne distaccò – rimarca Cicconi Massi - Aveva una personalità creativa nuova, in Italia».

Se Senigallia è Città della fotografia in buona parte lo deve all’eredità culturale lasciata dal concittadino nato il 1° agosto 1925 e morto il 25 novembre 2000. «Ha fatto da traino. Non era un reporter, con la fotografia ha svelato il suo mondo poetico interiore al pari dei grandi poeti del ‘900. Sono cresciuto vedendo le sue foto nei bar, nelle macellerie, dai parrucchieri, nelle case private». E il maestro del ‘900 ha ispirato Cicconi Massi fotografo? «Assolutamente sì. Non si atteggiava a “maestro”, ma la sua straordinaria forza espressiva ha alimentato la passione per questo strumento. Non posso dire che eravamo amici ma abbiamo parlato di fotografia, di poesia, della bellezza femminile: era una persona molto spontanea». E quale filo segue, Cicconi Massi? «La fotografia mi permette di vedere le cose senza i filtri dell’età adulta. Alla fine è un gioco dove mi diverto e mi prendo terribilmente sul serio come i bambini si prendono terribilmente sul serio quando giocano» (clicca qui per il sito del fotografo).

A seguire, i luoghi della fotografia di Senigallia aperti questa estate.

Palazzo del Duca: “Il realismo magico di Mario Giacomelli”. Esposizione permanente con un'ottantina foto selezionate tra quelle che il fotografo donò al Comune. Clicca qui per le info.

Palazzo del Duca: “Giacomelli / Burri. Fotografia e immaginario materico”, a cura di Marco Pierini, fino al 26 settembre. Una mostra itinerante che svela somiglianze formali tra due autori che furono amici, il fotografo con i suoi segni ripresi nel terreno e l’artista che usava sacchi di juta e combustioni. Clicca qui per il sito delle attività della città.

In autunno la mostra sarà al Museo Maxxi di Roma, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, nella primavera 2022 alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri a Città di Castello (Perugia) a cura di Bruno Corà. L’iniziativa ha il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi.

Piazza del Duca: qui fino al 30 settembre si svolge la Biennale di fotografia di Senigallia. Clicca qui per le info

Spazio Piktart: “Mattatoi”, fino al 27 luglio. Il ciclo del 1961 di Giacomelli “Mattatoio” e gli scatti di mattatoi di Pino Dal Gal del 1976 per la serie “Chicken story”. A cura di Simona Guerra: immagini visionarie che esplorano luoghi di sangue e di carne. Clicca qui per le info.

Palazzo Baviera: “Women” di Milton H. Greene per il “Summer Jamboree” (il festival sulla musica e cultura americane degli anni ’40 e ’50) e per Senigallia Città della Fotografia. Fino al 26 settembre. Prodotta da diChroma photography e curata da Anne Morin. Scatti di moda, di Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Susan Sarandon, Cary Grant e di tante altre star firmate dall’autore nato a New York nel 1922 e morto a  Los Angeles nel 1985. Clicca qui per le info.

Rocca Roveresca. “Mario Cresci, l’oro del tempo”, fino al 7 novembre. Curata da Francesca Fabiani, la mostra avvia una collaborazione pluriennale tra due istituti del ministero della Cultura, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (a Roma) direttto dall'ex soprintendente nelle Marche Carlo Birrozzi e la Direzione Regionale Musei Marche, guidato dal direttore della Galleria nazionale delle Marche Luigi Gallo, istituto che gestisce la Rocca e la apre a rassegne e iniziative sull’arte fotografica e contemporanea. Clicca qui per le info.