Clamoroso furto al Museo Picasso: ruba un’opera d’arte “l’avevo scambiata per una giacca dimenticata”

Clamoroso furto al Museo Picasso: ruba un’opera d’arte “l’avevo scambiata per una giacca dimenticata”
di Camilla Soru

Sembrava dimenticata lì da qualcuno,  come l’ennesimo ombrello sul treno. Certo, onestà avrebbe voluto dire portarla all’ufficio oggetti smarriti, ma lo sappiamo: le cose dimenticate in giro trovano spesso un nuovo proprietario.

Questa è stata la sorte di una giacca appesa ad una parete del Museo Picasso di Parigi. Una pensionata di 72 anni, vedendola lì e pensandola abbandonata, ha deciso di prenderla e portarsela a casa. Non solo: una volta arrivata nella sua abitazione e constatato che la giacca non le calzava proprio a pennello, ha deciso di farle un bell’orlo. Eccola, finalmente perfetta, trovare spazio nel suo armadio.

Nel frattempo al Museo Picasso rimane solitario un chiodo piantato al muro. Al fianco una targhetta che recita “Old Master di Oriol Vilanova”. Già, perché nessuno ha dimenticato quella giacca appesa per sbaglio. Si tratta di un’opera d’arte contemporanea che rappresenta una giacca d’artista, firmata dall’architetto e filosofo catalano quarantaduenne. L’opera è pensata perché il pubblico vi possa interagire, le tasche sono piene di cartoline che possono essere prese e osservate. Ecco perché, quando la signora ci ha messo le mani sopra, non è scattato alcun allarme.

Opera pensata per interagire con il pubblico dunque, ma sicuramente né l’artista né i responsabili del museo avevano però previsto un’interazione così intensa.

Trovato il chiodo vuoto l’apprensione è iniziata a strisciare lungo i corridoi del museo. Ma come si è arrivato all’identificazione della sarta sbadata? Appassionatissima d’arte la signora si è ripresentata al museo dopo qualche giorno per ammirare una nuova esposizione. Riconosciuta dagli agenti che avevano visionato i filmati del furto è stata subito fermata. La signora, visibilmente sgomenta, ha ammesso il furto tenendo a specificare che però di furto non si trattava e che mai si sarebbe permessa di trafugare un’opera d’arte.

Verrebbe da chiedersi però quale sia la vera opera d’arte. La giacca appesa o la sua totale capacità di essere oggetto, al punto da venir portato via con tanta leggerezza? Il furto e l’orlo non hanno forse reso l’installazione performance? Una cosa è sicura, l’artista si è garantito un’iniezione di fama, forse nella targhetta sul muro andrebbe aggiunto il nome della simpatica signora.