Monumenti con lo sponsor, il direttore degli Uffizi è "inorridito". L'inutile bagarre nell'arte

Il mondo dell'arte tra provincialismo e snobismo. Perché ci fa così paura l'intervento dei privati nella contribuzione alla valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico?

Monumenti con lo sponsor, il direttore degli Uffizi è 'inorridito'. L'inutile bagarre nell'arte
di Camilla Soru

"Allibito e inorridito” così si è definito Eike Schmidt, direttore degli Uffizi di Firenze, per la comparsa dei loghi degli sponsor del festival F-Light 2021, proiettati sul ponte Vecchio.

MA COS’E’ SUCCESSO

Come ogni anno in città si è svolto il F-light Firenze Light Festival 2021 organizzato dal Mus.e, l’associazione che “cura la valorizzazione del patrimonio dei Musei Civici Fiorentini e più in generale della città di Firenze”. Promosso dal Comune e con il patrocinio della Città Metropolitana, il “festival delle luci” ha riempito la città di installazioni luminose per tutto il periodo natalizio accendendo alcune fra le più importanti piazze e location di Firenze, tra cui il ponte Ponte Vecchio. Il tutto si è svolto sicuramente grazie all’impegno degli organizzatori ma grazie anche al preziosissimo contributo di sponsor privati che hanno sostenuto il progettoTra questi sponsor figurava anche American Express, protagonista senza volerlo di questa incredibile polemica.

Sulla facciata degli Innocenti sono infatti stati proiettati i loghi degli sponsor che hanno sostenuto il progetto, la foto del monumento con il marchio del noto circuito di credito sono diventate virali approdando in consiglio comunale sotto forma di interrogazione. Tutti indignati dunque, tutti incredibilmente sorpresi, evidentemente, nello scoprire che l’arte non sempre è in grado di sostentarsi da sola. Perché questo incredibile provincialismo? Possibile che nemmeno la politica riesce a comprendere che l’aiuto del privato non equivale necessariamente alla prostituzione e che una proiezione di un logo non equivale alla deturpazione di un monumento?

Stupisce che tra i principali detrattori ci sia proprio il direttore degli Uffizi, lo stesso che l’anno scorso - scatendno anche in quel caso moltissime polemiche - è riuscito a far lievitare le visite al suo museo grazie ad una serie di foto che ritraevano Chiara Ferragni in visita esclusiva al museo.

NEL MONDO

Questa ridicola bagarre arriva lo stesso giorno in cui nei media internazionali si parla di un’altra installazione, molto più grande e imponente, che vede il logo di Bottega Veneta srotolarsi su un enorme schermo che corre su una porzione di muraglia cinese. La nota casa di moda - fondata a Vicenza nel 1966 e da oltre quindici anni acquisita dal gruppo di lusso monsieur François Pinault - molto vicina al mondo dell’arte si è impegnata nel sostenere il restauro e la manutenzione di una porzione del monumento, il “Passo Shanhai”, la roccaforte più ad Est della Muraglia storicamente nota come il “primo passo sotto i cieli”.

Quando la smetteremo con lo snobismo a tutti i costi e accetteremo che l’intervento di grandi brand può solo far del bene all’arte, sostenendone diffusione e conservazione, forse queste fruttuose partnership aumenteranno permettendoci di restituire al pubblico pezzi di storia oggi rovinosamente abbandonai per mancanza di fondi.