The Photo Solstice#3 - Lo sguardo dei fotografi si posa sulla Barbagia

The Photo Solstice#3 - Lo sguardo dei fotografi si posa sulla Barbagia
TiscaliNews

Migliaia di scatti, immagini che dalla macchina fotografica approdano nei pc per essere, come si dice in gergo, “lavorate”. Emergono luoghi, persone, feedback di un percorso a tratti affascinante. Sicuramente intriso di tanti, tantissimi stimoli per chi si nutre di istantanee. E di questa passione ne ha fatto e ne sta facendo una professione. Lo sguardo dei fotografi si posa sulla Barbagia e ne coglie bellezza, emergenze, contraddizioni, forza e fierezza.

Il lavoro in progress dei 15 professionisti arrivati da tutta Italia per partecipare al The Photo Solstice, l’appuntamento dedicato alla fotografia contemporanea che venerdì si è spostato a Gavoi ma che ha orientato il suo focus anche in diversi centri del territorio secondo un approccio sul campo mai banale e scontato. L’evento spalmato su 4 intense giornate ha avuto la sua appendice nuorese per due momenti decisamente interessanti e originali che hanno coinvolto il museo Man e l’Isre, (l’istituto regionale etnografico), due autorevoli istituzioni nel panorama dell’offerta culturale non solo regionale. Il primo incontro è stato dedicato ai 15 partecipanti ai workshop e ha visto Alessandro Sciarroni e Davide Quadrio conversare sul tema: Fotografia e arti performative: documentazione, conservazione.

Il secondo appuntamento all’auditorium dell’Isre con il fotografo Olivo Barbieri. L’artista ha dialogato con Marco Delogu e Sonia Borsato sui suoi lavori passati e presenti, fino al progetto che sta attualmente conducendo in Sardegna sui Dolmen. Intensa attività prima in aula e poi nei laboratori dei partecipanti suddivisi in tre gruppi, ognuno con un filone di indagine differente. Tim Davis, guidava un gruppo sulla photosensitivity, un approccio al territorio di Gavoi attraverso un percorso di esteriorizzazione; Marco Delogu (curatore dell’evento) si è occupato di Ritratti in Barbagia, una rivisitazione del mondo barbaricino ed infine Pino Musi si è calato nell'archeologia Industriale visitando l'ormai ex polo chimico di Ottana. Tutti aspetti decisamente interessanti che hanno consentito ai partecipanti di calarsi nella realtà iniziando a indagarne peculiarità, tratti distintivi non sempre facili di maneggiare. Materia, forse, anche per questo ancora più intrigante e non di facile e immediata lettura. Servivano e necessitano ancora non solo capacità tecniche ma buone doti di relazioni e intuito per stabilire quell’empatia con il territorio e con la sua gente capace di aprire le segrete più affascinanti, che hanno poi una ricaduta anche sul lavoro fotografico.

Nomi autorevoli della fotografia a livello mondiale che interagiscono con le energie fresche di questa affascinante professione sono il giusto connubio per un trasferimento di competenze, confronto e travaso di energie. Così l’incontro pubblico al Museo Nivola del fotografo americano Tim Davis, che ha presentato il suo libro frutto di tre anni di lavoro e di chilometri macinati soprattutto a piedi a Los Angeles; ma non solo, ha offerto un focus particolare sul significato che quest’attività comporta e nel modo originale vissuto dall’autore che spazia con una incredibile poliedricità dalla fotografia, alla poesia, passando ancora per la musica. Un dato è garantito: le sue lezioni non annoiano e il suo è un modo di fare onesto così come le sue istantanee raramente frutto del caso ma di una ricerca che non lesina energie né tantomeno sofferenze.

Mostre, worshop, incontri e performance hanno fatto e stanno facendo da giusto corollario all’attività didattica di cui martedì 21 settembre, prima del classico “rompete le righe”, si farà un bilancio. La manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti COVID-19.

Per info e prenotazioni: http://www.thephotosolstice.com/ FB: @thephotosolstice IG: @photosolstice