Sciola 80 anni dopo: Sant'Arte celebra il genio che ha fatto suonare le pietre

Dopo due anni di pandemia torna Sant'Arte: il Festival di arti visive e performative nato da un’idea dell’artista Pinuccio Sciola

di Ca.S.

Quando il caos domina l’universo, Quando il magma incandescente celava il mistero della mia formazione, Da allora il mio tempo è rinchiuso in una crosta durissima, Ho vissuto ere geologiche interminabili, Immani cataclismi hanno scosso la mia memoria litica, Porto con emozione i primi segni della civiltà dell’uomo, Il mio tempo non ha tempo. (Pinuccio Sciola)

Pinuccio Sciola, quel genio scalzo che faceva suonare le pietre come corde di uno strumento, avrebbe compiuto ottant’anni in questo 2022 che ci rivede finalmente a volto scoperto, a poterci guardare in faccia e a vivere nuovamente gli spazi. E dopo due anni di fermo torna quest’anno a San Sperate la quinta edizione di Sant’Arte, il Festival di arti visive e performative nato da un’idea Pinuccio, che quest’anno ha anche il sapore della celebrazione e della ripartenza. Da venerdì 27 a domenica 29 maggio il paese dell’artista - un vero centro di fermento artistico e culturale - si animerà grazie al festival realizzato e coordinato dalla Fondazione Pinuccio Sciola con la direzione artistica di Maria Sciola e la direzione organizzativa di Elisabetta Villani. L’iniziativa è promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, col patrocinio del Comune di San Sperate e dell’Università̀ degli Studi di Cagliari.

Diciannove gli eventi in programma in questa edizione 2022, spettacoli, convegni, presentazioni di opere e progetti, concerti dalla colazione alla sera, che animeranno il Giardino Sonoro ma anche diversi altri luoghi del Paese Museo.

Tra gli ospiti gli amici di Pinuccio, arrivati per rendergli ancora omaggio, tra cui l’autore e attore teatrale Moni Ovadia e la musicista tedesca Limpe Fuchs, leggendaria figura di riferimento della sperimentazione sonora mondiale, per la prima volta in Sardegna.

Il nostro Tempo non ha Tempo

Ispirata dal pensiero di Sciola, dal contenuto poetico e identitario che lui amava recitare "il mio tempo non ha tempo", la quinta edizione di Sant'Arte rivolge la dichiarazione a tutta la comunità di artisti, affinché possano interrogarsi sul tempo presente, attuale, storico, della guerra, vicina e lontana, che stiamo vivendo e che ognuno vive nel suo personale quotidiano, e possano agire nel tessuto sociale con una visione coraggiosa e responsabile, di denuncia contro ogni forma di prevaricazione e violenza.

L'arte in relazione al tempo è la rappresentazione della coscienza, dialoga col concetto di durata, di spazio e di movimento, fino ad arrivare all'assenza del tempo stesso.

Il programma prevede tre giorni ricchissimi di eventi che verrano salutari da un altro amico dell’artista, il sassofonista nuorese Gavino Murgia visionario esploratore di nuovi suoni. Sarà lui con il concerto “Stone’s soul” che si terrà nel Giardino Sonoro a chiudere il festival.

"Sono nato in una terra di pietra, antica, megalitica. - scrive Murgia - Inevitabilmente la mia ricerca è rivolta da sempre a far incontrare il suono primordiale con la materia e la forma. Un incontro tra terra e armonia, la pietra come elemento primario nella sua forma naturale e perfetta, ricca di anima e di storia ma anche strumento straordinariamente versatile per l’espressione artistica e architettonica insieme. Il grande artista Pinuccio Sciola ha sublimato tutto ciò, la pietra è stata il suo strumento. Attraverso il basalto, il marmo, il granito, l’argilla ha espresso la sua arte imprimendo forma e suono alle sue sculture. Un enorme fonte di ispirazione per noi tutti ! La voce della pietra che parla agli occhi ma anche all’anima."