L'incredibile spy story: all'asta per 1500 euro ma forse è un Caravaggio. Il parere di Sgarbi

Sembra la trama dell'ultimo Dan Brown. Una tela attribuita allo Spagnoletto stava per essere messa all'asta ma ecco il colpo di scena: vendita bloccata così come l'esportazione dalla Spagna. Forse è l'Ecce Homo sparito dalla Sicilia 350 anni fa

di Camilla Soru

Madrid, casa d’asta Ansorena. Un quadro titolato “La Coronaciòn de espinas” attribuito allo Spagnoletto sta per essere battuto all’asta, prezzo di partenza 1500 euro. Tutto sembra seguire la normale routine dei mercati d’arte quando improvvisamente qualcosa si inceppa. L’asta viene ritirata, la tela torna a casa. Servono più controlli. Cos’è accaduto? Un docente e perito d’arte vede in quel quadro un tratto inequivocabile e invia una foto ad un collega italiano per chiedere un parere. Potrebbe sembrare la trama del nuovo libro di Dan Brown, invece è il giallo che in questi giorni fa discutere i critici d’arte di tutto il mondo: dietro quella tela si nasconde l’Ecce Homo di Caravaggio?

Quando Vittorio Sgarbi vede l’immagine dell’opera che gli viene inviata dalla Spagna non ha alcun dubbio: “la vedo, capisco che l'opera è di Caravaggio e penso, con l'aiuto di un finanziatore, di portarlo in Italia”, ma è troppo tardi. Il Ministro della Cultura Spagnolo, José Manuel Rodríguez Uribes, è stato più veloce: il quadro è di valore, in attesa di un’attribuzione certa è stato dichiarato non esportabile.

Ora servirà “uno studio tecnico e scientifico approfondito”, spiegano le fonti ministeriali. Nel frattempo il ritrovamento ha già creato qualche problema a Genova, dove ha casa l’altro “Ecce Homo” attribuito nel 1952 a Caravaggio. Se la tela di Madrid fosse riconosciuta come autentica potrebbe rimettere in discussione l’attribuzione di quella genovese? "Bisogna puntualizzare una cosa: un'attribuzione non viene messa in discussione dal ritrovamento di un'altra opera, peraltro di diversa composizione” ha dichiarato all’ANSA Raffaella Basta, direttrice dei Musei di Strada.

La sala dedicata a Caravaggio nella Galleria Borghese di Roma

 

Intanto alla spy story si aggiunge un nuovo capitolo. Altri indizi sull’esistenza di un secondo Ecce Homo caravaggesco arrivano dalla Sicilia dove Michelangelo Merisi si rifugiò negli ultimi anni di vita per sfuggire ad una condanna alla decapitazione che pendeva su di lui.

Sempre in Sicilia, nell’inventario delle opere d’arte presenti nel palazzo del principe Andrea Valdina, compaiono un "Christo con la croce in collo" del Caravaggio e un Ecce Homo attribuibile allo stesso ciclo. Delle opere si sono perse le tracce nei secoli, le ultime notizie risalgono al 1676. Forse, a distanza di 345 anni, una parte del patrimonio perduto è tornato alla luce e noi siamo pronti per il lieto fine.