Leonardo Da Vinci, tra realtà e finzione: il successo e le polemiche del "caso tv" dell'anno

La serie tv evento sul genio rinascimentale continua a mietere ascolti e a far discutere: ecco quali sono le differenze più eclatanti tra la verità storica e gli espedienti narrativi

di Cinzia Marongiu

Continua il successo e continuano le polemiche. La serie-evento su Leonardo da Vinci è il “caso” tv più eclatante dell’anno. Co-produzione internazionale, cast di grande livello, a cominciare da Aidan Turner e Matilda De Angelis, scenografie imponenti, costumi ricreati nel dettaglio: anche nella seconda delle quattro serate previste su Rai1 sono stati 6 milioni gli italiani ad appassionarsi alle vicende del genio rinascimentale. Ma anche a chiedersi che cosa ci sia di vero e che cosa ci sia di inventato in quello che a tutti gli effetti è un thriller psicologico oltre che un grande romanzo storico. È da giorni infatti che non soltanto i più appassionati spettatori ma anche storici dell’arte e divulgatori culturali intervengono per dire la loro su un dibattito che più o meno suona così: “Fino a che punto è giusto stravolgere la verità dei fatti nel raccontare la vita di un personaggio storico di tale levatura?”.

Leonardo e l'accusa di omicidio

Nel caso di “Leonardo”, infatti, c’è un macro-falso che regge tutta la serie e cioè il fatto che l’artista venga presentato in stato di arresto per omicidio a Milano. In realtà non è mai successo: si tratta di un espediente letterario che permette alla storia di reggersi su un’indagine meticolosa affidata al giovane investigatore del Podestà interpretato da Freddie Highmore che abbraccia l’intera esistenza di Leonardo e che permette quindi tra flashback, testimonianze e “visioni” di ripercorrerne le principali tappe. Sull’argomento, tra l’altro, si è anche espresso Luca Bernabei che con la LuxVide è tra i produttori della serie. “Abbiamo creato la storia dell’omicidio che serve perché attraverso questa accusa mossa a Leonardo si esplora la sua mente e la sua anima. È un espediente narrativo. La fiction racconta gli spazi bianchi e riempie gli spazi neri. La storia c’è tutta: in ogni puntata racconteremo un suo capolavoro, e anche degli aspetti della sua vita, come l’essere stato abbandonato dal padre”.

Leonardo era omosessuale?

È vero però, come d’altra parte viene raccontato nella serie tv, che Leonardo fu arrestato per sodomia e subì una prima udienza in un processo il 9 aprile del 1476. La denuncia fu anonima, a differenza di quanto viene raccontato nella serie tv, dove a denunciarlo è un rivale della bottega di Verrocchio, il pittore Tommaso. Comunque, visto che tra i quattro  accusati c’era l’influente Lionardo Tornabuoni il processo si estinse subito. Le informazioni sulla sua omosessualità, però restano tutt’oggi contradditorie, come attesta la rivista “Finestre sull’arte”. Il Vasari, biografo contemporaneo a Leonardo, nel celebre “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” non fa alcun riferimento di sorta alla sessualità di Leonardo. Mentre tra i biografi del XX secolo si fa riferimento alla forte probabilità che fosse omosessuale. Altri studiosi hanno poi invece concluso che per gran parte della sua vita mantenne uno stretto celibato. Insomma la questione resta aperta mentre nella serie tv si vede Leonardo bruciare di passione nei confronti di Jacopo Saltarelli, un giovane orafo dedito alla prostituzione. Nella realtà poco si sa della sessualità e della vita personale di Leonardo in quanto ha lasciato poche pagine di  natura personale. Non esistono lettere, poesie o diari indicanti un qualsivoglia interesse romantico o sentimentale. Di certo, non si sposò mai e non può neppure essere affermato con certezza che abbia mai avuto una relazione intima con qualche persona, maschio o femmina che fosse.

Chi era davvero Caterina da Cremona

In quanto a Caterina da Cremona, interpretata da Matilda De Angelis, che nella serie vediamo inizialmente come modella e poi sempre più amica confidente e innamorata corrisposta solo platonicamente dall’artista e scienziato, si tratta di un personaggio di pura fiction. Nella serie sarà proprio la sua morte a mettere nei guai Leonardo che sarà accusato di averla avvelenata. Nella realtà storica, invece, secondo quanto affermato dallo storico Giuseppe Bossi, come riportato dal Corriere della Sera, Leonardo conobbe una “cortigiana chiamata Cremona”. Ma il fatto avvenne non a Firenze ma a Roma nel 1513. Ovviamente sono tante altre le piccole, grandi differenze tra la realtà storica e la finzione.

In arrivo la seconda serie e un Michelangelo

Di certo, la serie tv ha il merito di aver riacceso l’attenzione in tutto il mondo (la serie è stata venduta in 120 paesi) nei confronti di questo straordinario artista e scienziato che in sé racchiude l’archetipo dell’uomo ideale dell’Umanesimo e del Rinascimento. Tanto è vero che in un’intervista a RTL102,5 Luca Bernabei ha già annunciato  che ci sarà una seconda serie. Non solo. In carnet c’è anche una fiction incentrata sul rapporto tra Michelangelo e il Papa durante la realizzazione del Giudizio Universale nella cappella Sistina.