L'uomo col Borsalino che cristallizza i cadaveri: "Alla mia morte il mio corpo diventerà un'opera d'arte"

Artista macabro e uomo di scienza. L'inventore della mostra "Body Worlds" che vuole diventare opera d'arte

di Ca.S.

Gunther von Hagens. Forse il nome non vi dirà molto ma è lui il genio macabro con il Borsalino che si nasconde dietro le mostre dei corpi umani, cadaveri in pratica, inchiodati in posture e gesti di vita quotidiana. Il cappello che indossa sempre, che sia pubblico o nella sala delle dissezioni con mani dentro uno dei tanti corpi, non è un dettaglio da poco. Richiama infatti vezzosamente il grande dottor Tulp, uno dei più famosi chirurghi del XXVII secolo, reso immortale dal celebre dipinto di Rembrandt “Lezione di anatomia del dottor Tulp”.

Incuriositosi dalle scienze mediche durante un lungo ricovero da bambino dovuto all’emofilia, iniziò gli studi di medicina diventando anatomopatologo. Nel 1977 inventò e brevettò la tecnica della plastinazione per la quale è conosciuto e discusso ancora oggi.

LA PLASTINAZIONE

Il procedimento inventato da Hagens consente di conservare i corpi umani e animali sostituendo i liquidi con dei polimeri di silicone. Grazie a questa tecnica i corpi appaiono quasi plastificati, possono essere posizionati e fatti irrigidire in una qualsiasi posa e soprattutto sono totalmente inodore.

Nato prevalentemente a scopo didattico, la plastinazione è diventata quasi ossessione per il suo creatore che ha dato vita alla progetto Body Worlds: mostre in tutto il mondo dove è possibile ammirare i suoi capolavori.

BODY WORLDS

Nelle mostre di Hagens i corpi prendono vita, da cadaveri ritornano alla loro quotidianità pedalando in bicicletta, facendosi un selfie o assumendo posizioni ginniche perfette. Altre volte riproducono opere d’arte classiche. Nudi, completamente privati della pelle, con i fasci muscolari perfettamente in vista, gli organi esposti, cervelli e nervi pronti a raccontare una storia. In bilico perenne tra essere umano e statua, tra vita e morte.

I corpi arrivano da donazioni, persone che decidono di darsi un significato diverso dopo la morte rendendosi utili alla scienza ma anche da chi non si rassegna ad una tumulazione o una cremazione e sente la necessità di cristallizzarsi per sempre.

Le mostre sono affascinanti, macabre e poetiche. Da una parte ci permettono l’attenta osservazione di noi stessi spogliati del superfluo, solo corpo e fibra, tutti diversi ma incredibilmente identici. Dall’altra ci costringe a fare i conti con quel disagio intimo che ci coglie davanti a un vita conclusa.

E Gunther cosa farà di sé stesso dopo la sua morte? Non ha dubbi: sua moglie preparerà personalmente il suo corpo per metterlo in mostra e renderlo eterno.