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Siccità in Amazzonia, Romagna alluvionata: la crisi climatica dà effetti terribili e foto spettacolari

Un viaggio tra sei mostre e festival di fotografia a Reggio Emilia, Forlì, Pesaro e Roma racconta disastri e minacce con immagini molto belle. Per rasserenarci arrivano i ritratti delle star

Stefano Milianidi Stefano Miliani   

Un pescatore attraversa un ramo del Rio delle Amazzoni in secca per la siccità: è minuscolo, in uno spazio vastissimo. Sconcerta che la foto sia stata scattata in Amazzonia, un territorio dove l’acqua dovrebbe abbondare in ogni dove, non mancare. La foto risale al 13 ottobre 2023, la firma Lalo de Almeida ed è tra le immagini più emblematiche della mostra del 2024 del World Press Photo a Roma: tra guerre (su tutte quella a Gaza) e migranti in cerca di una via per sopravvivere, tra autrici e autori dai vari continenti che raccontano lo stato del pianeta, ricorre spesso la devastazione ambientale nel pianeta con il suo impatto deflagrante di cui ancora non conosciamo appieno la portata.

Il risultato sono foto anche spettacolari. Basti, a mo’ di esempio, lo scatto che fa da manifesto al diciannovesimo festival di “Fotografia europea” di Reggio Emilia, su un piccolo peschereccio a riva nel buio della notte e luci multicolori. Lo ha scattato il fotografo indiano Arko Datto come capitolo di un ciclo sui devastanti effetti del cambiamento climatico nel Delta del Bengala, dove il livello di fiumi e mari si alza e milioni di persone devono emigrare diventando rifugiati climatici ed esemplifica un’urgenza planetaria di cui sentiamo ogni anno di più la portata.

Il clima stravolto a causa dell’uomo torna in più occasioni in alcune mostre di fotografa in corso nella nostra penisola di cui vi diamo conto in questa rapida panoramica. Lo documenta Silvia Camporesi a Forlì in due mostre quando racconta l’alluvione in Romagna del 2023, fra tralicci spezzati, parchi allagati e angeli del fango, giovani impegnate ad aiutare e salvare il salvabile.
A Pesaro lo sguardo Olivo Barbieri in apparenza non affronta il tema, è un discorso prevalentemente estetico eppure ha il suo bel risvolto etico: il suo obiettivo inquadra dall’alto anche agglomerati metropolitani con grattacieli altissimi e reti stradali che sembrano quasi dei giochi frenetici e quindi induce anche a riflettere sulle costruzioni umane onnipresenti, sull’invasività di noi umani.

Tra tanti sfaceli possiamo distrarci guardando mostre con star di varia bellezza a Roma. A Palazzo Bonaparte Mario Testino, fotografo di moda, guarda con occhio “glamour”,  impeccabile e volutamente patinato modi di vestire e corpi in giro per il mondo; nello stesso palazzo Vincent Peters, già suo allievo, ritrae star con il linguaggio del bianco e nero.

Infine corona questo itinerario una mostra sul mito di Narciso con foto allestite tra le rovine tanto imponenti quanto affascinanti delle Terme di Caracalla: qui il guardare sé stessi assume tante forme con una serie di immagini che sembra giocare con il mito stesso, che a volte spiazzano, riflettono su una storia che viene dall’antichità e sul narcisismo dilagante di oggi dove miliardi di persone scattano selfie per riversarle in quantità industriale sui social e chissà se per coprire qualche vuoto abissale. E chissà se anche questo fenomeno si può configurare in una sorta di “clima culturale” impazzito e malato: qualche psicanalista lo saprà di sicuro.

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Reggio Emilia: la natura a rischio

La città emiliana raccoglie in più sedi e fino al 9 giugno il XIX Festival di Reggio Emilia sulla Fotografia europea. Una sbornia di immagini di più generi, comprende fotografi rinomati, altri che si stanno affermando a livello internazionale, altri all’esordio, rassegne personali e collettive. “La natura ama nascondersi” è il tema e il titolo scelto dai direttori artistici Tim Clark, Walter Guadagnini e Luce Lebart. Numerosi i reportage in una manifestazione sempre ricca di proposte e di scoperte e che si inserisce benissimo nella città, disseminata come è in tanti spazi. Una vera festa.
La manifestazione include una rassegna di sette giovani fotografi italiani selezionati con altrettanti progetti da una giuria internazionale per il premio Luigi Ghirri.

Per il festival di Fotografia europea 2024 clicca qui

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Forlì: la Romagna sfigurata dall’alluvione di Silvia Camporesi   

A Forlì Silvia Camporesi ha due mostre e sa catturare tanto la portata del disastro, anche psicologica, umana, oltre che concreta, fatta di acqua e di fango, come sa raccontare la forza di reazione, gli impegni di tante persone.
Fragile Sublime”, a cura di Nadia Stefanel, è alla Fondazione Dino Zoli fino al 20 luglio e racconta con 12 scatti inediti il parco urbano “Franco Agosto” allagato, frutto della terribile alluvione che il 16 maggio 2023 colpì la città, le zone circostanti e gran parte della Romagna.  Paralelamente alla Fondazione si occupa specificamente di dissesto idrogeologico un duo di performer, Gaggia e Dubbini. 

Per la mostra di Silvia Camporesi “Fragile sublime” clicca qui

Sempre Silvia Camporesi fino al 16 giugno espone foto sull’alluvione e il dissesto idrogeologico anche con la mostra “Romagna sfigurata”. Erosioni, frane, il dissesto del territorio, questo racconta il reportage della fotografa insieme all’intervento di tanti “angeli del fango”. Nelle sale espositive del Palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: 30 le immagini.

Per la mostra di Silvia Camporesi “Romagna sfigurata” clicca qui

Silvia Camporesi, Angeli del fango. Alla mostra “Romagna sfigurata” a Palazzo del Monte di Pietà di Forlì

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Pesaro: le città brulicanti di Olivo Barbieri

È un mondo dove brulicano costruzioni, grattacieli, dove le strade e le città (una sessantina nel mondo, da Istanbul a Shangai a Siviglia) sembrano giocattoli, quello che racconta con una tecnica particolare ed errori tecnici voluti Olivo Barbieri ai Musei civici di Pesaro. Un modo di guardare rivelatore. La mostra si intitola “Spazi a tempo”, è organizzata per l’anno di Pesaro Capitale della cultura, è curata da Alessandro Dandini de Sylva e propone foto e video.

Per la mostra di Olivo Barbieri clicca qui

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Roma 1: crisi climatica e altre storie al World Press Photo

A Roma il Palazzo delle Esposizioni ospita fino al 9 giugno il World Press Photo con le foto finaliste del concorso internazionale di fotogiornalismo 2024 della World Press Photo Foundation di Amsterdam. Vediamo le guerre, come quella in corso a Gaza con i palestinesi sotto le bombe e i colpi dell’esercito israeliano (ha vinto il World Press Photo of the year il palestinese Mohammed Salem con lo scatto di una donna palestinese mentre stringe il corpo di sua nipote nell’obitorio dell'ospedale Nasser, nell’ottobre scorso). Si vedono storie di migranti, la crisi climatica in tante terre del globo e lo sguardo che negli ultimi anni accoglie molto di più fotografe e fotografi da ogni continente.

Per la mostra romana del World Press Photo 2024 clicca qui

Per il calendario internazionale delle mostre del World Press Photo clicca qui

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Roma 2: il mondo variopinto di Testino, le star in bianco e nero di Peters

Mario Testino, peruviano, è un rinomato fotografo di moda. A Palazzo Bonaparte a Roma per la società Arthemisia propone però un percorso un po’ diverso dal titolo “A Beautiful World”: con uno sguardo sempre “glamour” e 70 foto racconta persone, abiti e costumi da una trentina di paesi nel mondo, dai corpi decorati di uomini giapponesi che diventano opere d’arte astratta agli uomini masai in Kenya, dove il vestire e il decorarsi delinea l’identità di una cultura, di una popolazione.

Sempre a Palazzo Bonaparte espone un fotografo anche lui di moda e che è stato allievo di Testino: Vincent Peters. A cura di Maria Vittoria Baravelli, qui si incontrano ritratti di estrema purezza in bianco e nero di star come Charlize Theron, Christian Bale, Monica Bellucci, Laetitia Casta e molti altri. La mostra ha già fatto tappa a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo Albergati a Bologna, si intitola “Timeless Time” e prosegue fino al 25 agosto 2024.

Per la mostra di Mario Testino clicca qui

Per la mostra di Vincent Peters clicca qui

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Roma 3: narcisismo allo specchio a Caracalla

Le star vivono spesso, anche, di narcisismo. Oggi giorno, è il narcisismo è diventata a volte una vera patologia e non delle star. “Narciso. La fotografia allo specchio” è la mostra fotografica romana che rivista il mito e un elemento essenziale della civiltà mediatica odierna in un luogo particolare, le Terme di Caracalla (fino al 3 ottobre). Il progetto è promosso dalla Soprintendenza speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e organizzato da Electa, la cura Nunzio Giustozzi, raccoglie 78 scatti di 35 fotografi suddivisi in tre sezioni. Compaiono stelle come Tilda Swinton, Salvador Dalì, Isabella Rossellini, a fianco anche dei travestiti ritratti decenni fa a Genova da Lisetta Carmi e altre figure di non sappiamo il nome ma accomunati dal bisogno di guardare il proprio riflesso. Magari di traverso, per scoprire qualcosa che non si sa.

Per la mostra “Narciso. La fotografia allo specchio” clicca qui

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Stefano Milianidi Stefano Miliani   
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