L'arte non si censura, Brescia accoglie Badiucao e si oppone alla cancel culture cinese

Dal 13 novembre "La Cina (non) è vicina, opere di un artista dissidente" con stampe, dipinti e installazioni

Com'è possibile che una mostra d'arte contemporanea metta in allarme una delle maggiori potenze economiche del pianeta? Sembra incredibile, eppure succede: il Comune di Brescia ha dovuto fare i conti con una richiesta ben precisa arrivata dalla Cina per annullare la mostra dell'artista Badiucao.

"La Cina (non) è vicina, opere di un artista dissidente", è la prima mostra in Italia di Badiucao, nato a Shangai e oggi esule in Australia; è inserita all'interno della quarta edizione del Festival della Pace che prevede incontri, spettacoli, seminari ed esposizioni dal 12 al 26 novembre. Un nome, quello di Badiucao, che a Pechino non piace: “Le opere nella mostra sono piene di bugie anti-cinesi, distorcono i fatti, diffondono false informazioni, fuorviano la comprensione del popolo italiano – si legge nella lettera recapitata dall'ambasciata cinese agli uffici comunali - e feriscono gravemente i sentimenti del popolo cinese mettendo in pericolo le relazioni amichevoli tra Cina e Italia”. Perciò l'ambasciata “chiede al comune di agire rapidamente per cancellare le attività sopraccitate”.

La mostra non si tocca 

La risposta dall'amministrazione bresciana non si è fatta attendere: il taglio del nastro non sarà annullato e il 13 novembre l'esposizione sarà regolarmente inaugurata al Museo di Santa Giulia dove sarà visitabile fino al 13 febbraio prossimo. La mostra, ricordano il sindaco Emilio Del Bono e la presidente della Fondazione Brescia Musei Francesca Basoli nella risposta, “fa parte di un percorso dedicato alla comprensione dell’arte contemporanea quale forma di espressione particolarmente forte e simbolica della sofferenza umana e della libertà di pensiero, capace di farsi specchio del tempo presente”.

Cancel culture, il caso di Cambridge

Non era scontato che l'amministrazione rispedisse la richiesta al mittente: quattro anni fa l'Università di Cambridge aveva censurato, su richiesta di Pechino, centinaia di articoli su siti cinesi di sua proprietà su argomenti “scomodi”, dalla questione del Tibet alla repressione in piazza Tienanmen, dalle proteste di Hong Kong agli effetti negativi della Rivoluzione culturale. Non è la prima volta che il paese sfrutta il suo potere politico ed economico per influenzare le decisioni di altri stati e imporre la sua cancel culture, che in patria censura artisti, intellettuali e giornalisti "colpevoli" di mettere in cattiva luce la Repubblica popolare cinese. 

Il Festival della Pace, a Brescia una riflessione sui diritti umani

“Avevamo messo in conto di essere scomodi” ha commentato su Facebook Roberto Cammarata, presidente del Consiglio comunale - Brescia ha sempre ospitato i liberi artisti. Proseguiremo in questa tradizione di libertà. Senza esitazioni”. Cammarata, ricercatore in filosofia politica alla Statale di Milano, esperto di diritti umani ed ex consigliere di amministrazione della Fondazione Brescia Musei, ricorda anche che la partecipazione di Badiucao al Festival della Pace è la seconda tappa di un percorso sul rapporto tra arte, libertà di espressione e dissidenza politica avviato due anni fa con la mostra di Zehra Dogan, giovane artista e giornalista curda arrestata dal governo turco per le sue denunce contro il regime curdo. Sui temi della pace, della nonviolenza, del rispetto dei diritti umani è costruito l'intero programma del Festival della Pace, che accanto al Comune di Brescia vede, tra i partner, Emergency e Amnesty internetional. La presenza di Badiucao, artista e fumettista di Shangai da sempre fortemente critico verso il Partito comunista cinese e la repressione della stampa e della libertà d'opinione nel suo paese, è dunque coerente con la programmazione culturale avviata a Brescia.

La mostra a cura di Elettra Stamboulis


Archiviato lo scambio con l'ambasciata cinese, l'amministrazione si prepara a tagliare il nastro di un evento artistico di altissimo livello: nell'esposizione, curata da Elettra Stamboulis, ci saranno una settantina di opere tra stampe, installazioni e dipinti divisi in cinque temi, Cina, Hong Kong, Uiguri, Myanmar, Nostalgia. Una mostra ricca di spunti destinata a fare ancora parlare di sé.